Le isole Borromee

L’Isola dei Pescatori, l’Isola Bella e l’Isola Madre è un insieme di tre isolette all’interno del lago Maggiore, ed insieme, formano l’arcipelago delle isole Borromee. Queste splendide isole si trovano in Piemonte, esattamente di rimpetto alla cittadina di Stresa. Raggiungerle è estremamente facile, bastano pochi minuti di barca da uno dei diversi porti lungo la costa. Ci sono numerose barche e differenti compagnie di navigazione, che per circa 10 euro vi accompagneranno su una delle isole, offrendo spesso un pacchetto con il quale è possibile visitare tutte le isole.

Isola dei pescatori

L’isola dei pescatori è la prima delle isole su cui siamo approdati. Si tratta del più caratteristico villaggio di pescatori del lago Maggiore, dove ancora una cinquantina di persone continua a vivere, aggrappata alle sue tradizioni ed alla vita legata alla pesca. L’isolotto è costituito tra viette strette che si intersecano tra loro, sentieri ciottolati e strade che si aprono sul lago. Abbiamo passeggiato all’ombra, tra antiche casette e nuovi ristoranti, molti dei quali con terrazze panoramiche. Se decidete di passare una giornata sulle isole Borromee, vi consigliamo di pranzare qui, dove potrete gustare specialità di pesce, mentre ammirate il lago Maggiore che si stende di fronte a voi. L’isola ospita lungo il suo perimetro numerose bancherelle ed anche un piccolo museo della pesca.Quando avrete finito di mangiare non resterà molto se non rilassarsi su questa deliziosa isola, e se vi resta tempo, date un’occhiata alla piccola Chiesa di San Vittore, risalente all’anno Mille.

 

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Isola dei Pescatori, Lago Maggiore

 

L’Isola Bella

L’Isola Bella è probabilmente la più spettacolare tra le isole borromee. I lavori di costruzione del palazzo che domina l’intera isola furono iniziati nel 1600 da Giulio Cesare II Borromeo, e continuati dopo la sua morte dal fratello. Proprio alla moglie di quest’ultimo è stata dedicato l’intero palazzo, che ha portato a denominare in seguito l’isola Bella, come Isabella d’Adda.

Il costo per la visita del palazzo e dei suoi giardini è di 16 euro ma ne vale assolutamente la pena. Una delle cose che più ci ha colpito della visita interna è stata sicuramente il Salone Grande, un enorme sala bianca caratterizzata da numerose finestre affacciate sul lago, che illuminano l’intero stanza. La maggior parte delle stanze ha le pareti interamente ricoperte da quadri. Lasciata alle spalle la parte superiore del Palazzo scendiamo nei sotterranei per poi accedere ai giardini.

La parte sotterranea del palazzo è forse ancora più incredibile. Realizzata interamente da pietre e sassi provenienti da torrenti o dal lago, la parte sotterranea si divide in sei stanze, plasmate come se fossero delle vere e proprie grotte.

 

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Area sotterranea, Villa Borromeo

 

Una volta usciti dal palazzo ci troviamo nei suoi stupendi giardini, organizzati su dieci terrazze. Il primo luogo che attrae la nostra attenzione è la serra che fa capolino in cima ad una scalinata, già da qui, si può ammirare la vasta varietà di fiori e piante presenti nella villa. La cosa più particolare di tutte, è una struttura denominata il teatro, dove in passato si svolgevano gli spettacoli, ma non potrete fare a meno di restare incantati dalla continua presenza di fiori di ogni tipo e colore: dalle splendide azalee, agli alberi di agrumi, fino ai pavoni bianchi che passeggiano eleganti.

 

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Teatro, giardini Isola Bella

 

 

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Giardini, Isola Bella

 

Isola Madre

Pagando un biglietto di 21 euro si possono visitare in un’unica giornata sia l’Isola Bella che l’Isola Madre.

L’Isola Madre è sempre di proprietà dei Borromeo, ed è la più grande delle tre isole, questo il perché del nome, oltre al fatto che l’isola fu tra i primi possedimenti della famiglia. Su quest’isola potete ammirare il maestoso palazzo Borromeo e l’incredibile giardino botanico che lo circonda, con la sua grandissima varietà di piante e fiori, oltre che ancora i rari pavoni bianchi e quelli colorati, fagiani e pappagalli che volano liberi nel giardino.

Buon viaggio e

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Ste & Francy

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La moderna Milano

Milano, riconosciuta in tutto il mondo come la capitale della moda e della movida italiana, una città in grado di unire il buon cibo, l’arte e  la cultura.

Essendo nati e vissuti nel nord Italia, abbiamo visitato spesso Milano in numerose vesti, ma questa volta abbiamo provato a farlo prestando più attenzione ai dettagli, come se fossimo dei veri e propri turisti che visitano la città per la prima volta. Ci sono molti modi per raggiungere il centro città che è davvero ben collegato dai mezzi di trasporto. Il modo più semplice e veloce per visitare la città è sicuramente quello di raggiungere le zone in periferia e poi utilizzare la metro per spostarsi. Noi abbiamo utilizzato le linee MM1 ed MM3, la rossa e la gialla, per raggiungere il cuore della città: Piazza Duomo.

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Piazza Duomo, Milano

Il più famoso simbolo della città è sicuramente il Duomo con la sua “Madunina“. La piazza davanti ad esso si riempie ogni giorno di turisti in tutte le ore della giornata, i quali decidono di visitare la basilica sia all’interno che sulle sue terrazze. Il prezzo per la visita completa è di 16 euro, ma si può decidere di visitare le sole terrazze ad un prezzo di 13 euro (con la salita in ascensore) o 9 euro (con la salita a piedi). Vi consigliamo particolarmente la salita sulle terrazze: ammirare da vicino le guglie ed il panorama su Milano è davvero un’esperienza unica.

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Terrazze sul Duomo, Milano

Ai lati del Duomo ci sono tre punti turistici fondamentali: guardando dirimpetto la basilica, sulla destra potete trovare il Palazzo Reale, sede di numerose mostre, ed il Museo del Novecento, dove è esposto il famoso quadro “Il quarto Stato” di Pelizza da Volpedo. Sulla sinistra invece trovate uno degli ingressi della galleria Vittorio Emanuele II, che collega Piazza Duomo con Piazza La Scala. La galleria Vittorio Emanuele è stata costruita nell’800, e da subito, per la presenza di negozi eleganti e di raffinati locali, venne considerata come punto di ritrovo per l’alta borghesia milanese. Al centro della galleria si trova sul pavimento un mosaico raffigurante un toro: è rituale scaramantico posare il tacco della scarpa e girare tre volte su sé stessi: si dice che facendolo presto tornerai a Milano. All’interno della galleria si trovano negozi di alta moda quali Louis Vuitton e Versace, ed è proprio per la presenza di questi negozi che la galleria Vittorio Emanuele II è considerata come un esempio dei primi centri commerciali al mondo.

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Galleria Vittorio Emanuele II, Milano

Continuando a camminare sotto la galleria, lasciamo alle nostre spalle la Piazza del Duomo ed entriamo direttamente in Piazza la Scala, sede del famoso teatro. Il Teatro la Scala è uno dei teatri più prestigiosi del mondo, inaugurato nel 1778, è oggi sede di rappresentazioni d’Opera, balletti e concerti. Sempre qua si affaccia Palazzo Marino, sede dell’amministrazione comunale di Milano. Da questa piazza si può inoltre facilmente raggiungere la via Monte Napoleone, si tratta della via più lussuosa di Milano e fa parte del quadrilatero della moda. Qui potete passeggiare tra le vetrine delle più note e importanti marche a livello mondiale.

Tornando sui nostri passi verso Piazza Duomo, possiamo facilmente raggiungere a piedi la Chiesa San Bernardino alle Ossa, vicina alla Basilica di Santo Stefano, un luogo macabro e misterioso costruito nel 1200. Qui le pareti di una piccola cappella sono completamente decorate da teschi e altri resti di ossa umane. Fondata dalla confraternita dei disciplini, rimane un mistero l’originale provenienza delle ossa che sembrano risalire ai numerosi corpi di un vicino ospedale, troppi pare per essere contenuti nel cimitero annesso. Al centro della Chiesa si trova una botola attraverso la quale si accede alla Cripta dei Disciplini, che ospita i resti degli antichi appartenenti alla confraternita.

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Chiesa San Bernardino alle Ossa, Milano

 

Non lontano da qui si trova un’altra Chiesa non troppo famosa ma che merita una visita: Santa Maria presso San Satiro. Qui potete ammirare il famoso finto coro di Bramante, un capolavoro della pittura in prospettiva, simbolo della pittura rinascimentale italiana.

Se parliamo di Milano ci sono moltissime altre attrazioni turistiche e musei che meritano una visita, quelle che vi abbiamo descritto qui sono solo alcuni dei punti turistici della città, che si possono toccare in una giornata. La Pinacoteca di Brera, la Basilica di San Ambrogio, il Castello Sforzesco e molti altri meritano senz’altro di essere visti. Inoltre pur essendo una grande città, Milano è dotata di molti parchi e spazi verdi in cui rilassarsi o fare una passeggiata, come il rinomato Parco Sempione, per citarne un esempio.  La nostra visita a Milano era legata ad un importante evento che ha sede ogni anno nella città, il Fuorisalone, che insieme al Salone del Mobile costituisce la Design Week di Milano. Il Fuorisalone comporta una serie di installazioni, eventi e feste per tutta la città nel corso di sei giornate, ed è il più importante evento di design a livello mondiale, che richiama a sé turisti da tutto il mondo. Le installazioni si snodano in tutta la città, ed una parte di queste si concentrano nell’università Statale di Milano. L’Università è stata fondata nel 1923 ed ha sede nell’edificio rinascimentale della Ca’ Granda. Nei chiostri dell’università erano esposte diverse installazioni e hanno reso la nostra visita a Milano davvero insolita ed interessante.

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Nonostante ci siamo già stati molte volte, ogni volta che visitiamo Milano troviamo qualcosa di diverso, ogni volta la città è cambiata, è più grande, più moderna. Milano è una città eclettica, offre sempre progetti nuovi o installazioni, è una città in continuo movimento. Ogni volta che la visitiamo capiamo sempre di più perché turisti da tutto il mondo sognano di visitarla un giorno.

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Ste & Francy

Le Isole Similan, il paradiso delle Andamane

Laggiù, al largo della costa Thailandese, immerse nel mare delle Andamane, si trovano 9 sorelle, 9 isole incantevoli dalla vegetazione lussureggiante e dal mare color turchese. Queste isole vengono chiamate Isole Similan e il loro nome significa letteralmente “NOVE”; dal 1982, insieme ad altre due isole aggiunte in seguito, compongono il parco nazionale Mu Ko Similan. Il parco in questione resta aperto circa sei mesi l’anno e da Aprile a Novembre, non è possibile visitare le isole.

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Isola n 9, Similan

COME ARRIVARE E DOVE DORMIRE:

Raggiungibili con quasi tre ore di speed-boat da Phuket, le Similan rimangono il fiore all’occhiello delle escursioni se vi trovate nel Sud della Thailandia. Le offerte delle agenzie turistiche a Patong dove alloggiavamo, sono davvero moltissime e propongono pacchetti differenti a seconda se si vuole intraprendere l’escursione di un giorno oppure se si vuole pernottare sulle isole per uno o più giorni. Noi abbiamo scelto di restare su queste splendide isole per due giorni, scegliendo di pernottare in barca ad un costo complessivo di 170 euro a persona. Le barche si fermano durante la notte in un’insenatura accanto ad una delle isole ( Ko Miang, la numero quattro), al riparo dalle onde e dalle oscillazioni del mare. In alcune agenzie viene offerta la possibilità di pernottare nei pochi bungalow costruiti su una delle isole ad un costo più elevato rispetto a quello del pernottamento in barca, oppure di dormire in una tenda, piantata a pochi metri dalla spiaggia. Tuttavia i posti per dormire nei bungalow o nelle tende sono limitati, e la richiesta è davvero alta, tanto che se si vuole soggiornare con queste modalità bisogna prenotare con settimane di anticipo.

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Bungalow, Isola n 4 Similan
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Tende, Isola n 4 Similan
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Cabina-letto, Isole Similan

PROGRAMMA DELL’ESCURSIONE

Non tutte nove le isole sono raggiungibili dai turisti. Infatti per prima cosa il parco nazionale vuole preservare la vita della vegetazione e degli animali che popolano le Similan, impedendo così di raggiungere spiagge dove le tartarughe depositano le uova, per citare un esempio. Le escursioni di norma conducono i turisti sull‘isola numero 9, dove c’è un famoso punto panoramico, il Sail Rock, in seguito, si fermano in punti in cui si trova la barriera corallina per consentire lo snorkeling, ed infine raggiungono l’isola numero quattro dove si può pranzare e godersi la spiaggia in attesa di ripartire verso Phuket nel primo pomeriggio. Purtroppo sia l’isola numero 9 che la numero 4 sono costantemente affollate di turisti che scelgono l’escursione giornaliera per visitare le Similan. Proprio per questo motivo vi consigliamo di restare almeno una notte in questo paradiso, per potervi godere al massimo la spiaggia, una volta che i turisti di massa se ne saranno andati, e per poter fare snorkeling nelle prime ore del mattino, quando le barche cariche di turisti non hanno ancora raggiunto le isole e centinaia di pesci coloratissimi popolano questo mare.

Durante la nostra escursione abbiamo dapprima seguito il programma di tutte le agenzie, raggiungendo per l’ora di pranzo l’isola numero 4. Qui ai turisti vengono indicate le due spiagge principali su cui rilassarsi, mentre a chi resta per la notte, viene segnalata una terza spiaggia, più difficile da raggiungere attraverso la vegetazione, ma completamente isolata, sulla quale ci siamo ritrovati solo noi ed un’altra coppia. Dopo che tutti i turisti hanno lasciato l’isola, siamo rimasti a lungo in spiaggia, per poi essere raggiunti dalla barca che ci avrebbe ospitato per la notte. La barca era composta da sei stanze, comoda e davvero particolare, la cena era a buffet ed è stata di nostro gradimento, ma la cosa che ci ha colpito di più ed emozionato è stata vedere il cielo tingersi di rosso, ed il sole calare lentamente verso il mare mentre cenavamo.

 

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Sail Rock, Isola n 9, Similan

 

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Isola n 4, Similan

PRESERVARE LA BELLEZZA DELLA NATURA

Purtroppo come in ogni paradiso terrestre, la natura non resta indifferente di fronte  alle azioni dell’uomo, al turismo di massa e all’inciviltà. Questo ha portato al diffondersi di alcune voci che sostengono che una volta conclusa l’apertura del parco nazionale Mu Ko Similan ad Aprile, questo non riaprirà il prossimo anno, perché la barriera corallina e la fauna sono state notevolmente compromesse. Noi ci teniamo a ricordare a tutti che interagire con gli animali, fare snorkeling ed esplorare la barriera corallina è si un’esperienza fantastica, ma come in ogni cosa, è necessario prima di tutto rispettare ciò che ci troviamo di fronte. La natura è vita, non distruggiamola.

 

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Isola n 4, Similan

Buon viaggio e

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Ste & Francy

 

Viaggio nel tempo: le rovine di Angkor

Con un volo interno proveniente dalla Thailandia, il 18 Gennaio siamo atterrati nella vivace Siem Reap, nel nord della Cambogia. A primo impatto c’è sembrata molto più calda e più povera rispetto alla vicina Thailandia, ma non fatevi abbattere dalle prime impressioni, questa località ha davvero tanto da offrire ai viaggiatori.

 

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Alba su Angkor Wat, Siem Reap

 

La principale attrazione di Siem Reap che ogni anno richiama a sé migliaia di turisti da tutto il mondo è il complesso di Angkor. Il complesso in questione è veramente vasto, misura all’incirca 400KM2, ed è costituito per lo più da templi e rovine di edifici  religiosi, poiché le dimore reali ed altre abitazioni erano composte da materiali più fragili che sono andati via via deteriorandosi nel tempo, ed a oggi ne restano solo poche tracce. Angkor è la piena espressione dello sviluppo dell’impero khmer ed è tutt’oggi simbolo dello stato cambogiano.

COME VISITARE IL COMPLESSO E I RELATIVI COSTI

Per visitare il complesso di Angkor è possibile scegliere diversi pass che si acquistano presso l’ingresso dell’area, le tipologie sono le seguenti:

  • Pass giornaliero del costo di 37$
  • Pass di 3 giorni del costo di 62 $
  • Pass di una settimana del costo di 72 $

Potrete inoltre decidere se visitare il parco utilizzando un tuk-tuk, un pulmino, oppure una biciletta, tenendo presente che scegliendo questa ultima opzione le distanze che dovrete percorrere sono davvero enormi e le temperature non sono certo di vostro aiuto. Noi abbiamo scelto di acquistare un pass di 3 giorni e di effettuare il nostro Tour a bordo di un tuk-tuk, al costo di 15 $ al giorno.

PERCORSI PRATICI E TEMPLI DA VISITARE

Se come noi avete più giorni a disposizione, potete suddividere la vostra visita in un Gran tour e in un Piccolo tour, entrambi hanno come partenza Angkor Wat, il piccolo tour si concentra sui templi più vicini ad esso invece il Gran tour ha un percorso più esteso e tocca templi più sperduti ed immersi nella giungla, di seguito vi elenchiamo i templi che più ci hanno colpito durante entrambi i tour:

  1. ANGKOR WAT

 

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Alba su Angkor Wat, Cambogia

 

Il primo giorno abbiamo optato per effettuare il Piccolo tour. Siamo partiti dal nostro alloggio ben prima dell’alba per avere il tempo di giungere al complesso, acquistare i biglietti d’ingresso e raggiungere il tempio principale, l’Angkor Wat. Vedere il tempio frapporsi tra noi e l’alba è qualcosa di indescrivibile. Questo edificio maestoso è il più grande tempio religioso al mondo, la sua figura è così popolare che viene utilizzata anche sulla bandiera Cambogiana. L’intera struttura si staglia nel cielo circondata da un profondo fossato, come voleva la tradizione khmer, solo dopo la caduta dell’impero il tempio ha iniziato la sua funzione di monastero buddhista attraendo a se moltissimi fedeli. Il sito archeologico in questione è diventato patrimonio dell’ Unesco. Passeggiando tra le rovine del tempio possiamo imbatterci in diversi monaci che vengono qui a pregare e per qualche moneta coinvolgono i turisti in un rito della buona sorte, inoltre potrete fare la conoscenza di numerose scimmie che hanno fatto del tempio la loro dimora.

 

 

2.  ANGKOR THOM

 

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Bayon Temple, Angkor Thom

 

Proseguendo con il piccolo tour ci siamo diretti a bordo del tuk-tuk verso il complesso dell’Angkor Thom attraversando il ponte del famoso South Gate. Il tempio più famoso all’interno del complesso è sicuramente il Bayon, un luogo misterioso noto anche come il tempio dei volti. In qualsiasi punto ti trovi, ti senti sempre osservato da uno dei cento volti del re, che ti fissano con il loro sorriso enigmatico. Proseguendo con il nostro tour, siamo usciti dal complesso dell’ Angkor Thom attraversando il Victory Gate.

 

3. TA PROHM

 

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Ta Prohm, Lara Croft Temple

 

 

Il Ta Phrom è sicuramente uno dei templi più famosi dell’intero complesso di Angkor, essendo stato usato come sfondo per alcune scene del film “Lara Croft”. Questo templio era interamente dedicato alla famiglia reale ed è tra i pochi ad essere rimasto esattamente uguale a come è stato lasciato. Qua infatti la natura non è rimasta indifferente di fronte ai templi ed alle rovine abbandonate. Gli alberi e le radici si sono avvinghiati intorno a queste pietre secolari, quasi come se la natura avesse voluto riprendersi ciò che le apparteneva.

4. PREAH KHAN

 

 

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Preah Khan, Gran Tour

 

 

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Preah Khan, Siem Reap

 

Uno dei templi che più ci ha colpito è sicuramente il Preah Khan. Questo templio è una delle prime tappe del Grand tour ed è meno noto ai turisti che visitano l’area. Si tratta di un templio davvero molto grande e dalla forma un po’ labirintica: noi ci siamo persi più di una volta girando tra i suoi cunicoli! I colori che lo caratterizzano sono comunque molto suggestivi, ed è un altro chiaro esempio di come la natura ha ripreso possesso di tutte le rovine.

5. TA SOM

 

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Ingresso del Ta Som, Grand Tour di Angkor

 

Il Ta Som si trova in una zona abbastanza lontana dai punti di maggiore interesse e non è tra i templi più consigliati. Tuttavia ci è davvero rimasto impresso: i turisti erano molto pochi e l’intera area era molto silenziosa, alcuni gruppi di cambogiani erano seduti all’ombra degli alberi con le loro bancarelle di frutta fresca, ed i loro bambini correvano a piedi scalzi tra le rovine. Inoltre uno degli ingressi del tempio è ora sovrastato da un albero che sembra quasi volerlo inghiottire. Davvero stupendo.

CONSIGLI:

Il clima in Cambogia è sempre molto caldo e umido essendo di tipo tropicale, la stagione delle piogge va da Maggio a Settembre.

All’interno del sito archeologico ci sono diversi ristoranti in cui è possibile sostare per il pranzo, inoltre davanti ad ogni tempio ci sono venditori di acqua e frutta fresca.

Il nostro consiglio e di visitare i templi partendo dalle prime ore del mattino quando sono meno affollati ed il sole è meno caldo.

Ricordatevi che per una questione di rispetto legata alla loro religione è necessario entrare nei templi con un abbigliamento consono.

In Cambogia la moneta ufficiale è il Riel cambogiano ma il Dollaro è accettato ovunque.

Per il soggiorno a Siem Reap noi abbiamo scelto un piccolo resort immerso nel verde “The Clay D’ Angkor Resort”, ci siamo trovati davvero bene e lo staff era gentilissimo e disponibile.

 

Buon viaggio

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Ste & Francy

 

Bangkok

La capitale tailandese è conosciuta in tutto il mondo con il termine Bangkok, ma il suo nome, in lingua originale è ben più lungo, tanto da renderla la città con il nome più lungo al mondo. Quando abbiamo letto per la prima volta questa curiosità abbiamo sorriso, domandandoci quale fosse la necessità di attribuire alla città un nome intero difficilissimo da ricordare ma, dopo esserci stati, ci siamo resi conto che è impossibile definire Bangkok con un solo nome. La città degli angeli, la città che ospita il Buddha di smeraldo, la grande città, la città della gioia eterna, la città felice, e altri ancora. Bangkok è una grande metropoli dove l’antichità e la modernità seguono il loro percorso di crescita mano nella mano, una metropoli dove la fede ed il peccato si fondono in un unico luogo.

Noi abbiamo trascorso quattro giorni in totale a Bangkok, e ci è sembrato un periodo di tempo sufficiente per visitare la città durante il nostro tour della Thailandia. L’hotel che abbiamo scelto si trova in zona Sathorn, quartiere famoso per i ristoranti e gli hotel dai quali è possibile ammirare lo skyline della città, e ci siamo trovati benissimo: la zona è ben collegata con diversi mezzi di trasporto ed è stato facile da qua, visitare tutti i punti della città che ci eravamo prefissati.

– Grand Palace, Wat Pho e Wat Arun

La zona che comprende le tre maggiori attrazioni turistiche di Bangkok è abbastanza semplice da raggiungere. Noi abbiamo scelto di raggiungerli utilizzando uno dei numerosi battelli che solcano il Chao Praya facendo varie fermate, davvero rapidi ed economici, una sorta di autobus su fiume. Abbiamo iniziato la visita partendo dal Grand Palace, trovandoci fuori dai cancelli prima dell’orario di apertura alle 8.30, e abbiamo pagato l’ingresso 600 bath (circa 15 euro). Il Grand Palace è un complesso davvero straordinario, antica dimora della famiglia reale, è costituito da edifici ricoperti d’oro e pietre preziose ed al suo interno si trova il Wat Phra Kaew, ovvero la cappella reale dove viene custodito il Buddha di smeraldo.

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Grand Palace, Bangkok
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Grand Palace, Bangkok
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Grand Palace, Bangkok

 

La nostra visita è proseguita poi all’interno del Wat Pho, meglio noto come il tempio del Buddha sdraiato. Questo complesso è adiacente al Palazzo Reale ed è anch’esso formato da una serie di edifici, tra cui quello che contiene il celebre Buddha in posizione sdraiata, lungo 46 metri ed alto 15, è interamente ricoperto d’oro e decorato in madreperla. Il Wat Pho è anche un centro di studi, viene infatti considerato una delle prime università aperte in Thailandia, e ora vi si trova una scuola di massaggi molto famosa. L’ingresso ha un costo di 100 bath ( 3 euro circa).

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Wat Pho, Bangkok

 

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Buddha sdraiato, Wat Pho

 

Infine abbiamo preso nuovamente il battello per spostarci sull’altra sponda del Chao Praya e visitare il Wat Arun. Questo tempio ci ha particolarmente colpiti, ne siamo davvero rimasti affascinati. Il Wat Arun, noto anche come tempio dell’alba, è formato da una torre centrale denominata prang, che rappresenta il monte Meru, dimora degli Dei e centro dell’universo. Il Wat Arun è imponente e maestoso, prevalentemente di colore bianco, è quasi impossibile non restarne ipnotizzati, potete scalare i suoi ripidi gradini quasi fino alla cima. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 50 bath (poco più di un euro).

 

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Wat Arun, Thailand

-Mercato dei fiori e Chinatown

Riprendendo il nostro battello, siamo scesi alla fermata del Mercato dei fiori, o Pak Klong Talaad. Situato sotto una sorta di capannone, questo mercato è molto particolare e merita una visita. Ci sono veramente moltissimi fiori, tra cui le orchidee, simbolo tailandese, ghirlande e composizioni floreali. All’interno di ogni tempio possiamo trovare moltissime di queste ghirlande e composizioni che vengono donate, e si trovano anche su taxi, auto o tuk tuk. Il mercato è aperto 24 ore su 24.

 

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Mercato dei fiori

In seguito abbiamo preso un tuk-tuk per poter raggiungere la vicina Chinatown. Prendere un tuk-tuk a Bangkok è davvero un’esperienza fuori dal comune: non sono certo economici, a meno che siate dei maghi nel contrattare vi costeranno sempre più di un taxi, ma le loro corse spericolate in mezzo alle auto ed al traffico della città sono assolutamente da non perdere. Per quanto riguarda Chinatown invece non ne siamo rimasti particolarmente entusiasti: sicuramente si tratta di una zona particolare e caratteristica, ma davvero trafficata, con odori forti che la pervadono, oltre ai tipici ristoranti, negozi e bancarelle.

 

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Chinatown

Se vi trovate nei pressi di Chinatown potete fare una veloce visita anche al Buddha d’oro che si trova nelle vicinanze, custodito all’interno del Wat Traimit.

 

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Buddha d’oro, Wat Traimit

Tutti questi punti, il palazzo reale, Wat Pho, Wat Arun, mercato dei fiori, Chinatown e anche il Buddha d’oro, sono stati toccati all’interno della prima giornata, durante la quale ci siamo spostati facilmente e velocemente utilizzando vari mezzi di trasporto.

 

– Montagna d’oro

La Golden Mountain, è una montagna che si scala percorrendo 315 gradini, sulla cima della quale si trova il Wat Saket, un tempio buddista che ogni giorno si riempie di monaci e fedeli che si riuniscono per pregare. Ricco di campane sacre che vengono percosse da fedeli e turisti, la cima della montagna d’oro permette anche di godere di un bel panorama sulla città. Questa famosa meta turistica di Bangkok non ci ha convinti al 100%, si tratta di una costruzione recente ricca di statue e getti di vapore che fanno sembrare il luogo un polo turistico che ha perso la magia della cultura e della religione Thai.

 

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Golden Mountain

 

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Campane sacre, Golden Mountain

– Passeggiata nel quartiere Dusit

Il quartiere Dusit è una zona molto particolare della città che vi farà sembrare di essere usciti da Bangkok. La nostra passeggiata, fatta seguendo le indicazioni della guida National Geographic, è partita dal Wat Benchamabophit, una struttura moderna creata con il marmo di carrara, per poi proseguire costeggiando la sede del governo fino a raggiungere la royal plaza, dove a farne da padrona è una stata equestre di un re Thai. Dietro di essa troviamo la sala del Trono, dove subito abbiamo riconosciuto uno stile italiano, infatti la struttura è molto diversa da ogni altro edificio a Bangkok. Prevalentemente di colore bianco, è ricca di colonne e cupole verdi, la maggior parte delle stanze del re sono molto spesso non accessibili al pubblico. Continuando sulla strada si passa poi accanto allo zoo di Bangkok e ad altri edifici appartenenti al re.

 

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Wat Benchamabophit
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Sala del trono

Oltre a questi punti turistici, abbiamo visitato altre attrazioni nella periferia di Bangkok, ma la città ha molto altro da offrire per quanto riguarda la cultura ma anche i divertimenti. Ve ne parleremo nei prossimi post.

Consigli

  • Trattandosi di una grande città, Bangkok può essere visitata in qualsiasi periodo dell’anno. La stagione più consigliata per visitare la Thailandia in generale è comunque quella che va da Dicembre a Maggio.
  • Appena atterrati ad uno degli aeroporti di Bangkok, le compagnie di taxi limousine pronte a fregare i turisti facendogli spendere più del triplo della corsa di un normale taxi, sono davvero moltissime. Fate attenzione quindi e seguite i cartelli per raggiungere la fermata del taxi, le tariffe utilizzando il tassametro sono davvero ridotte anche se per raggiungere il vostro hotel dovete attraversare la città.
  • La corsa in tuk-tuk è sempre divertente e permette di attraversare velocemente zone molto trafficate, ma attenti perché anche se contrattate le tariffe sono sempre più alte di una corsa in taxi.
  • Utilizzate lo skytrain se dovete raggiungere una zona che è servita da esso, è davvero rapido ed economico.
  • Quando prendete i battelli sul Chao Praya fate attenzione, quelli giusti hanno una bandiera arancione e verso di essi si dirigono tutti i tailandesi. Prima di questi troverete battelli turistici che vendono la stessa corsa a quattro volte il prezzo del biglietto normale.
  • Quando visitate i templi ricordatevi che quella Thailandese è una cultura molto diversa dalla nostra e va rispettata. Vestitevi sempre in modo consono con gambe e spalle coperte, o potreste vedervi negata la possibilità di accedere alle zone religiose.
  • I tailandesi portano anche un grande rispetto verso la figura del Re. Ogni giorno alle 8 del mattino ed alle 6 di sera , in tele, alla radio e nei luoghi pubblici come le stazioni, gli aeroporti, le scuole, i parchi pubblici e così via viene trasmesso l’inno nazionale. Durante la canzone del re, ogni persona deve alzarsi e smettere di fare qualsiasi cosa stia facendo.

Buon viaggio e

 

Welcome Troubles

Ste e Francy

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiang Rai: la perla del Nord

Quando si pensa al Nord della Thailandia spesso si pensa alla città di Chiang Mai, sorvolando sulla più piccola e vicina Chiang Rai. Per il nostro tour della Thailandia abbiamo scelto di utilizzare proprio Chiang Rai come punto di appoggio per visitare il Nord dello stato e non ci siamo assolutamente pentiti della scelta.

Totalmente diversa dalla caotica Bangkok, Chiang Rai è una piccola cittadina caratterizzata da un vivace mercato notturno. Le persone sono molto cordiali e disponibili ed il clima è più fresco rispetto al centro della Thailandia o dalle isole. Insomma iniziando il nostro viaggio in una grande città come Bangkok, Chiang Rai ci ha dato l’impressione di trovarci su un altro pianeta. Nel nostro programma avevamo dedicato alla cittadina solamente due giorni, per questo motivo ci siamo rivolti ad un taxi che ci ha accompagnato durante tutta una giornata, alla scoperta delle meraviglie che circondano la città.

Come prima tappa del nostro giro abbiamo scelto il famoso Tempio Bianco (Wat Ron Khun), uno dei simboli di Chiang Rai. Si tratta di un’opera totalmente diversa da qualsiasi tempio avessimo visto prima. Questo infatti è stato creato solo nel 1997 e l’artista che l’ha ideato aveva come scopo quello di creare il Tempio più bello del mondo, qualcosa che attirasse i turisti per la sua bellezza e maestosità un po’ come il Taj Mahal in India, e per farlo lo ha costruito utilizzando gesso bianchissimo e numerosissimi specchietti, creando giochi di luce che lo fanno risplendere nel cielo della Thailandia. L’opera inoltre è davvero controversa: costituita da un misto di sacro e profano, è per metà buddista e per metà induista. La visita inizia dall’ingresso nel Tempio attraverso un ponte, sotto al quale si trovano centinaia di mani che si sporgono chiedendo aiuto. Questo ponte conduce dall’Inferno verso l’interno, dove si può raggiungere il Samsara, insieme a moltissime immagini del mondo moderno che conferiscono all’edificio un’aria eccentrica: da Osama Bin Laden a Sailor Moon, da Michael Jackson ad Hello Kitty.

 

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Tempio Bianco, Chiang Rai, Thailand

Una volta lasciato il Tempio Bianco alle nostre spalle, ci siamo diretti ad un’altra costruzione moderna che è stata aperta solo recentemente: il Tempio Blu (Wat Rong Sear Tean). Sicuramente è meno conosciuto rispetto ad altre attrazioni della zona ma merita comunque una sosta. Come il Tempio Bianco anche il Tempio Blu può lasciare un po’ l’amaro in bocca per la mancanza del senso di antichità, ma sono opere talmente particolari e suggestive che in genere non deludono.

 

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Tempio Blu, Chiang Rai, Thailand

 

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Tempio Blu, Thailand

 

Una volta terminata la visita ci siamo diretti ad un villaggio della tribù Karen dei colli lunghi. La leggenda narra che un tempo la tribù fu quasi sterminata da un attacco improvviso di tigri, che uccisero moltissime persone azzannandole al collo. Il capo tribù decise allora di imporre ad ogni donna di indossare degli anelli intorno al collo, per proteggerle da ogni eventuale attacco. Ad oggi le donne della tribù continuano ad indossare questi anelli iniziando da quando sono bambine. Purtroppo in questi anni il villaggio è diventato per lo più un centro turistico, e la tribù vive grazie al commercio dei propri prodotti e dall’attrazione che esercitano sui turisti.

 

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Tribù Karen, Thailand

 

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Tribù Karen, Thailand

La tappa seguente è stata la visita ad una piantagione di the che si trova nella zona. Qui abbiamo non solo potuto ammirare il suggestivo paesaggio della piantagione, ma anche assaggiato diversi tipi di the prodotti localmente.

 

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Choui Fong Tea Plantation

Dopo pranzo ci siamo rivolti verso un noto punto turistico del Nord della Thailandia, il cosiddetto Triangolo d’Oro. Si tratta di una zona in cui il fiume Mekong si divide toccando tre stati: la Thailandia, il Laos ed il Myanmar, un tempo interessate dalla coltivazione e dal commercio di oppio che veniva pagato in lingotti d’oro e che aveva reso la zona particolarmente ricca, tanto da valergli il soprannome di Gold Triangle. Con il passare del tempo la zona è stata ripulita ed ora si occupa della coltivazione di caffè, thè e frutta. Potete raggiungere il punto panoramico dal quale è possibile vedere tutti e tre gli stati, visitare il museo dell’oppio e anche prendere una long boat con la quale percorrere un tratto di fiume sul confine con gli altri stati, e persino avere un permesso di scendere in Laos, mostrando il passaporto, dove si trova un mercato locale. Basta attraversare un fiume per ritrovarsi in un altro stato e percepire subito l’estrema povertà che affligge questa popolazione. A poca distanza invece, tornando sulla sponda thailandese, è possibile raggiungere il ponte noto come “Ponte dell’amicizia”, che collega la Thailandia con il Myanmar.

Purtroppo non abbiamo avuto molto tempo a disposizione che ci consentisse di visitare la cittadina vera e propria di Chiang Rai, ma non ci siamo comunque fatti mancare una visita al Mercato notturno. Si tratta di un mercato davvero ricco e vivace dove potete contrattare l’acquisto di souvenir a prezzi davvero bassissimi. Inoltre potete trovare un piazzale con numerose bancherelle dello Street food, tavoli e sedie e musica dal vivo.

Consigli

La temperatura è sempre tropicale come nel resto della Thailandia, il mese più freddo è Gennaio dove comunque la media è di 19 gradi, mentre il mese più caldo è Maggio. Da Maggio ad Ottobre si registrano le precipitazioni più intense.

Il modo migliore per raggiungere la città se provenite da Bangkok è quello di utilizzare una compagnia low cost che in poco più di un’ora vi condurrà all’aeroporto che si trova a pochi chilometri da Chiang Rai. L’alternativa altrettanto economica è quella di usare l’autobus sia diurno che notturno che collega la capitale alla città, ma la durata è di circa 10 ore.

Chiang Rai è ricca di hotel e piccoli resort, noi abbiamo alloggiato a Laluna Hotel and resort, piccolo ed immerso nel verde, davvero carino.

Inoltre soggiornando in questa zona abbiamo potuto organizzare una visita ad un campo per elefanti. Abbiamo scelto di evitare i trekking a dorso di elefante proposti da numerosi tour, in quanto sono dannosi per la salute e la schiena degli animali.

Buon viaggio e,

Welcome Trouble

Ste & Francy

 

 

 

 

 

Profumo di Natale a Verona

Verona è una splendida cittadina, ma quando si avvicina il periodo natalizio, le sue strade si tingono di una luce nuova, un’atmosfera quasi magica che con bancherelle e mille profumi pervade l’intera città.

Abbiamo raggiunto Verona in treno, una mattina di inizio Dicembre, l’aria era fredda e pungente ma la giornata era limpida. Subito ci siamo incamminati verso il centro, partendo dalla stazione di Porta Nuova raggiungendo così in seguito la celebre Arena, intorno alla quale nel periodo natalizio viene installata un’enorme stella cometa e numerose bancherelle di Natale. L’ingresso all’Anfiteatro Arena ha un costo di 10 euro per gli adulti, ad eccezione della prima domenica del mese in cui si può  visitare l’arena al costo di un euro. La costruzione dell’Arena risale al I secolo d.C ed è stata costruita per accogliere spettacoli di vario tipo, tutt’oggi è sede di numerosi concerti ed eventi.

 

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Arena di Verona

 

 

Nei pressi dell’Arena troviamo il municipio e la Piazza Brà, contornata da numerosi locali e ristoranti. Da qui abbiamo imboccato Via Giuseppe Mazzini, una delle principali vie dello shopping della città. Questa via permette di spostarsi facilmente da Piazza Brà sino a Piazza delle Erbe. Quest’ultima è una delle più famose Piazze di Verona, sorge sull’antico foro romano e durante i secoli fu spesso punto di incontro per commercianti e sede di mercati. Anche qui troviamo mercatini di natale, numerose bancherelle che offrono vin brulè e souvenir della città.

 

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Piazza Brà, Verona

 

Attraversando l’arco della Costa, abbiamo lasciato alle nostre spalle Piazza delle Erbe e abbiamo raggiunto Piazza dei Signori. Anche qui durante il periodo natalizio vengono installate numerose bancherelle. Noi ne abbiamo approfittato per un veloce pranzo a base di hot-dog bavaresi, e non ci siamo lasciati sfuggire la casetta bavarese allestita al centro della piazza in cui potete trovare addobbi di Natale di ogni tipo. Tra le due piazze si trova il famoso Palazzo della Ragione, anche questo ricoperto da bancherelle. Il Palazzo è sede della galleria d’Arte Moderna della città ed ospita mostre periodiche. Qui si trova la Torre di Lamberti, una lunga scalinata vi porterà sino alla cima (anche se vi è la possibilità di prendere l’ascensore aggiungendo un euro al biglietto di ingresso) dove potrete godere di una bellissima vista sulla città ed in particolare sulle piazze principali. Dietro Piazza dei Signori si trova la piccola chiesa di Santa Maria Antica, insieme alle tombe in stile gotico della dinastia degli Scaligeri.

Tornando su Piazza delle Erbe è possibile raggiungere facilmente un altro importante simbolo della città di Verona: la casa di Giulietta. Qui abitò Giulietta Capuleti, sul cancello di ingresso troviamo lo stemma della famiglia. Entrando nel cortile troviamo il balcone dal quale, secondo la celebre opera di Shakespeare, la giovane fanciulla si affacciava per parlare con il suo Romeo. Sotto il balcone si trova una statua in Bronzo che raffigura Giulietta. Innamorati da tutto il mondo giungono in questo luogo romantico per giurarsi amore eterno attraverso scritte e lucchetti appesi nel cortile della casa. Il luogo è sempre molto affollato.

 

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Balcone della casa di Giulietta

 

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Muro con i lucchetti, casa di Giulietta

 

 

 

In seguito ci siamo avviati verso il fiume, costeggiando le sue rive fino a raggiungere il Ponte Pietra. L’Adige taglia a metà la città di Verona ed è attraversato da numerosissimi ponti ma i più famosi sono il Ponte Scaligero ed il Ponte Pietra. Proprio quest’ultimo è stato ricostruito più volte nel corso degli anni, in seguito a crolli dovuti alle piene del fiume e ai bombardamenti da parte dei nazisti. Il Ponte Scaligero invece è integrato alla fortezza di Castel Vecchio e rappresentava la via di fuga del Signore di Verona in caso di attacco.

 

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Ponte Pietra, Verona

Dopo aver attraversato il fiume, ci siamo diretti verso Castel San Pietro, uno dei punti panoramici di Verona. Salita e discesa in funicolare costano solo 2 euro, anche se potete sempre decidere di salire a piedi. L’ora consigliata per visitare questo punto panoramico è al tramonto, quando la luce che illumina la città è davvero suggestiva. Dalla cima si ha una vista sul teatro romano sottostante e su tutta la città. Un secondo punto panoramico è il Santuario della Madonna di Lourdes, che si trova ancora più in alto rispetto a Castel San Pietro ed offre bellissimi percorsi panoramici per raggiungere la piccola cappella del santuario.

 

 

 

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Castel San Pietro, Verona

 

 

Ritornando verso sera nel centro storico abbiamo fatto una breve sosta per ammirare il Duomo di Verona e l’intero complesso. Si trova nella zona medioevale non lontano dal Ponte Pietra.

Con l’arrivo della sera la città si tinge di nuovi colori e si illumina di una luce diversa, forse ancora più bella.  Verona è considerata da molti come la città dell’amore, infatti fa da sfondo ad una delle più travagliate storie di amore e passione conosciute al mondo. Richiamati dall’amore incancellabile tra Romeo e Giulietta, migliaia di turisti visitano Verona ogni anno, e nessuno ne resta deluso. Sia che non ci siate mai stati, sia che l’abbiate visitata in altre stagioni vi consigliamo di farci un salto.

Buon viaggio e

Welcome Troubles

Ste e Francy