Sulle orme dei Maya

Oggi vogliamo portarvi in un’avventura oltre oceano, tra fitte giungle, grotte sotterranee e possenti rovine secolari. Stiamo parlando della celebre rovina Maya. La riviera Maya si trova nella penisola dello Yucatan in Messico, per esattezza la possiamo collocare nello stato del Quintana Roo. La nostra vacanza in questa splendida terra è iniziata il 10 Novembre 2015, nei seguenti quindici giorni abbiamo deciso di ripercorrere il più possibile ciò che rimaneva dell’antica civiltà Maya. In quest’articolo vogliamo consigliarvi principalmete i siti archeologici e le escursioni che non potete assolutamente perdervi, se avete la fortuna di visitare la penisola messicana, e se soggiornate come noi nei pressi di Playa del Carmen. Se volete saperne di più su questa cittadina, cliccate su L’allegria di Playa del Carmen.

 

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Playa del Carmen

 

1. Sito archeologico di Tulum

Il complesso archeologico di Tulum dista all’incirca un’ora di macchina da Playa del Carmen. Noi per raggiungerlo abbiamo utilizzato un “colectivos”, piccolo pullmino molto spartano, che al prezzo di quattro euro a testa ci ha portato sino al sito archeologico, facendo diverse fermate lungo la tratta. Un altro mezzo efficace per raggiungere Tulum sono i bus di linea che hanno un costo leggermente superiore, anche se noi abbiamo preferito il colectivos per non essere legati agli orari del bus ed essere più liberi di esplorare la zona. L’ingresso alle rovine costa pochi euro, per questo motivo vi sconsigliamo di prenotare un escursione quando con meno di venti euro puoi organizzarti l’esperienza da solo. Le rovine di Tulum si trovano su una scogliera che si affaccia sullo splendido mar dei Caraibi. Visitato l’intero sito archeologico tra palme, luoghi sacri ed iguane, potete concedervi una pausa nella piccola lingua di sabbia bianca sottostante, si presenterà ai vostri occhi un vero e proprio scenario da cartolina.

 

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Rovine di Tulum

 

 

La spiaggetta di Tulum è meravigliosa ma può essere un pò affollata, se come noi preferite avere spazi aperti e poca gente intorno, vi consigliamo Playa Zazil Kin, che dista dal sito archeologico soli 10 minuti di taxi. Qui abbiamo pranzato, spendendo pochissimo, in un chiosco sulla spiaggia e abbiamo poi affittato un escursione in barca al prezzo di 15 euro, per goderci la vista delle rovine anche dal mare. Sulla barca un ragazzo del posto ci ha fatto da guida, spiegandoci alcune curiosità riguardo Tulum, peccato solo che quel giorno il mare fosse mosso e io ho constatato di soffrire di mal di mare. Una volta conclusa la spiegazione della guida, la barca ci ha condotto in mare aperto dove abbiamo potuto fare snorkelig.

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Playa Zazil Kin
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Playa Zazil Ki

 

2. Sito archeologico di Cobà

Il complesso archeologico di Cobà dista all’incirca un’ora e mezza da Playa del Carmen e vista la distanza, ci siamo appoggiati ad un tour in loco per fare quest’escursione. In ogni caso c’è la possibiltà di utilizzare taxi o colectivos per raggiungere il sito. Sulla strada per le rovine, abbiamo fatto alcune tappe nella giungla e passato una vera e propria mattinata adrenalinica, all’insegna di lanci estremi in zip line, guide spericolate in quad su strade sterrate, ed infine una lunga nuotata in un cenote sotterraneo. Di solito le escursioni alle rovine sono venduti in differenti pacchetti (potete acquistarli sia all’interno dei resort, che a Playa del Carmen) e questi comprendono la visita associata a diverse attività, noi abbiamo scelto quelle più adrenaliniche, ma si possono trovare attività diverse per tutti i gusti.

 

 

Il sito di Cobà è davvero molto vasto, noi abbiamo affittato una bicicletta e ci siamo mossi così seguendo la guida (anch’essa in bici) per soli 150 pesos. Un’alternativa per i più volenterosi è quella di camminare, il tragitto è completamente all’ombra ma vi occorrerà più tempo per visitare tutto. Se invece non volete assolutemente faticare, potete affittare un risciò con tanto di autista che pedali per voi. Il punto più famoso delle rovine di Cobà è rappresentato dalla piramide di Nohoch Mul, che si staglia per quarantadue metri, e sulla quale è possibile arrampicarsi, diversamente dagli altri siti archeologici. Ad attendervi ci sono 120 gradoni, la fatica della salita sarà ripagata dalla vista su una giungla sconfinata.

 

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Piramide di Nohoch Mul
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Piramide di Nohoch Mul

 

 

3. Sito archeologico di Chichén Itzà

Chichén Itza è la più distante tra le rovine che abbiamo visitato e per raggiungerle da Playa del Carmen ci vogliono circa due ore. Anche in questo caso ci siamo rivolti ad un tour operator locale per organizzare l’escursione che comprendeva due diverse tappe prima della visita al sito archeologico. Molti tour associano la visita ad un cenote, ma ce ne sono davvero moltissimi, quello che abbiamo visitato noi era un cenote totalmente sotterraneo, illuminato solo da un foro sull’altissimo soffitto. Dopo un bagno nel cenote siamo partiti in pullman verso la città coloniale di Valladolid. Si tratta di una città davvero pittoresca, dove potete trovare diverse chiese di epoca coloniale, la più importante è la cattedrale di San Gervasio. Di fronte alla cattedrale c’è una vasta piazza con al centro un parco dal quale si può assaporare il clima della città, sembra quasi di essere tornati in un’altra epoca. Noi siamo poi stati liberi di visitare la città alla ricerca di souvenir, e ci siamo imbattutti in un piccolo negozio con un’uscita sul retro, dove nascoste in un giardino, c’erano delle capanne in cui veniva lavorato il cacao.

 

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Cattedrale di San Gervasio, Valladolid
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Plaza e parque Francisco Cantòn, Valladolid

 

Dopo pranzo, ci siamo diretti verso le rovine di Chichén Itza.  Il sito è vasto e fa parte del patrimonio UNESCO. Inoltre la sua piramide è annoverata tra le sette meraviglie del mondo moderno. A farci da guida per queste rovine c’era un ragazzo del luogo, nonchè storico, veramente bravo ed appassionato. All’interno ci sono varie bancarelle dove abbiamo potuto contrattare prezzi davvero convenienti per i nostri acquisti, al contrario dei bar che si trovano appena dentro il sito che hanno prezzi molto elevati. Vi sconsigliamo assolutamente di visitare il sito nelle ore più calde perchè l’umidità ed il calore sono veramente elevati ed è quasi impossibile ripararsi all’ombra durante l’intera visita. Nel sito troverete numerose rovine religiose, il più grande campo da gioco della pelota e meglio conservato della riviera Maya e anche dei cenotes sacri. Speriamo che questa esperienza vi rimanga nel cuore, così come è successo a noi.

 

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Piramide di Chichén Itza

 

Consigli:

Il nostro consiglio è di soggiornare a Playa del Carmen, il punto più centrale da cui parte la visita a tutte le rovine.

Come spesso ripetiamo, le escursioni acquistate in villaggio hanno un prezzo più elevato e non necessariamente una qualità superiore di quelle acquistate in loco. I tour operator locali sono spesso ragazzi del luogo che mettono passione in quello che fanno.

Dotatevi di repellente e di protezione solare prima di qualsiasi escursione.

La riviera Maya ha un clima tropicale e caldo per tutto l’anno, il periodo migliore per organizzare un viaggio va da novembre a febbraio, quando il clima è più secco e fresco. Da Marzo a Maggio il caldo comincia ad aumentare gradualmente fino a raggiungere il culmine tra i mesi di Giugno e Ottobre che costituiscono anche la stagione delle piogge.

Buon viaggio e

Welcome Trouble

Ste e Francy

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Pubblicato da

Travel Trouble, Il Blog viaggi di Stefano & Francesca

Consigli di viaggio, foto, video e esperienze personali intorno al mondo.

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