Toccata e fuga: Napoli

Spulciando un po’ i vari siti di compagnie aeree low cost, spesso si trovano offerte per mete non troppo lontane, con andata e ritorno durante lo stesso giorno. Prezzi scontatissimi, orari un po’ scomodi ( con partenza spesso intorno alle 6 del mattino e ritorno in tarda sera) e la possibilità di trascorrere un’intera giornata in una città nuova. Insomma una sorta di gita, quello che eravamo abituati a fare durante le scuole o che magari facciamo la domenica, o nel giorno libero, ma con la differenza che dobbiamo recarci in aeroporto e volare da qualche parte. Spesso siamo stati stuzzicati dall’idea di farlo, spinti anche dalle tariffe davvero convenienti, ma ci siamo poi bloccati, alla fine una giornata non è quasi mai sufficiente per visitare un luogo nuovo, e la levataccia all’alba, camminare tutto il giorno, e il ritorno in tarda serata, non sono certo l’emblema della gita rilassante durante il day off dal lavoro. Tuttavia per una volta ci siamo lasciati trasportare dall’entusiasmo, e pronti, partenza, via: un’intera giornata a Napoli.

Partendo molto presto al mattino, senza dover attendere il bagaglio a mano all’arrivo, e prendendo solo la navetta che ogni 15 minuti parte dall’aeroporto di Napoli, alle 8.30 del mattino ci siamo ritrovati nella stazione centrale della città. Per prima cosa ci siamo concessi un veloce spuntino, in una antica e rinomata pasticceria, quella dei fratelli Attanasio, che si trova ad un passo dalla stazione centrale. Fuori dalla pasticceria campeggia un’insegna che recita: “Napule tre cose tene e belle: ‘o mare, ‘o Vesuvio, ‘e sfugliatelle”. Con una presentazione del genere potevamo forse farci scappare le loro tipiche sfogliatelle calde?

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Terminato lo spuntino ci siamo diretti a piedi verso la zona del lungomare, è possibile prendere i mezzi che sono davvero frequenti, tuttavia essendo una bella giornata abbiamo preferito fare una passeggiata. Siamo arrivati al mare costeggiando il Maschio Angioino, un castello di epoca medioevale, che negli anni ha svolto diverse funzioni:  palazzo-dimora per diverse dinastie, fortezza in periodo di guerra, per essere poi oggi sede del Museo Civico. Purtroppo avere solo una giornata a disposizione ti costringe a limitare le tue visite, così che non abbiamo potuto approfondire né questa prima attrazione, né il Castel dell’Ovo, il più antico castello di Napoli che si affaccia proprio sul magnifico golfo. Una leggenda spiega il curioso nome attribuito a questo castello: si pensa infatti che in antichità il famoso poeta Virgilio, considerato da tutti un mago, avesse nascosto nelle segrete del castello, in un luogo protetto, un uovo da cui dipendevano la fortuna e la sorte del castello. Finché l’uovo fosse stato integro Napoli sarebbe stata protetta da sventure e calamità, ma se questo fosse stato danneggiato o rubato, le più grandi sventure avrebbero colpito i Napoletani.

Oltre a questi due importanti edifici, abbiamo particolarmente apprezzato il lungomare di Napoli, che ci ha permesso anche di godere di un’incredibile vista sul Vesuvio.

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Proseguendo poi a piedi da Castel Dell’Ovo, abbiamo raggiunto piazza del Plebiscito, uno dei simboli di Napoli, capace di lasciarti senza fiato per la sua vastità. Da qui abbiamo raggiunto facilmente anche galleria Umberto I che ci è molto piaciuta, oltre che per la sua bellezza ed imponenza, è anche un luogo davvero luminoso.

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Abbiamo poi proseguito verso via Toledo, ma ci siamo concentrati sui vicoli alla sinistra della via, addentrandoci così nei famosi quartieri spagnoli. Questa è stata forse la parte più caratteristica della città: i vicoli sono pieni di gente, ci sono bancherelle ai margini della strada, localini con cibi deliziosi, palazzi con panni stesi che si riversano sulla strada sottostante. Il tutto condito da un tripudio di colori, odori, voci, e da una moltitudine di persone che vende, acquista o semplicemente passeggia e chiacchiera. Questo quartiere ci ha davvero colpito e per molti versi ci ha ricordato l’Asia, è davvero unico e come dire “prepotente”. Questo è quello che per noi ha rappresentato al meglio l’essenza di Napoli, così come ce la immaginavamo: una città autentica, che ti entra dentro, ti coinvolge e ti lascia senza fiato.

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Abbiamo camminato a lungo in questo quartiere, e ci siamo spostati sempre più in alto nel centro storico di Napoli. A questo punto ci siamo meritati un po’ di riposo per il pranzo. C’è forse qualcosa di meglio di una bella pizza napoletana? Dopo aver letto e ascoltato vari consigli di viaggiatori, turisti e napoletani veri, la scelta è ricaduta sulla pizzeria da Sorbillo in via dei Tribunali, famosa e antica pizzeria della città. Arrivati fuori dal locale, che ha sempre una fila chilometrica, lasciamo il nostro nome e ci concediamo un veloce spritz nel locale di fronte. Circa un quarto d’ora dopo il megafono chiama il nostro nome e possiamo entrare nella pizzeria. Che dire sicuramente la pizza più buona che abbiamo mai mangiato, torneremmo a Napoli solo per lei.

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Dopo aver terminato la nostra pizza ci siamo diretti sempre passeggiando verso un’altra delle vie più famose di Napoli, San Gregorio Armeno, con i suoi negozietti e le sue caratteristiche statuine per il presepe. Una via davvero particolare, ci siamo divertiti a riconoscere i vari personaggi famosi tra le più comuni statuine del presepe, ed a scegliere uno dei tanti corni portafortuna, meglio noti come ‘o curnaciello, da portarci a casa come souvenir. Dopo aver visitato il Duomo di Napoli, siamo tornati sui nostri passi per poter partecipare alla visita guidata della Napoli Sotterranea.

La visita alla Napoli sotterranea è una delle cose che più ci è piaciuta della città ( dopo la pizza chiaramente). A partire dal centro storico, si scendono un centinaio di gradini e si raggiunge facilmente una profondità di 40 metri, dove incontriamo una serie di cunicoli e stanze che rappresentano diverse epoche della storia di Napoli. I primi a scavare sotto terra furono i Greci, in un’epoca precedente a quella di Cristo, che iniziarono gli scavi per estrarre il tufo, materiale con cui costruirono gli edifici dell’antica Neapolis. Dopodiché si possono visitare i resti di ciò che un tempo è stato l’antico acquedotto romano, tramutatosi poi in un rifugio anti-bomba in periodo di guerra. La nostra guida ci ha condotto alla scoperta delle varie vasche che componevano l’acquedotto, attraverso strettissimi cunicoli talvolta illuminati, talvolta completamente bui, narrandoci della figura del pozzaro. Il Pozzaro era colui che doveva occuparsi della “manutenzione” dell’acquedotto, controllando le vasche e ripulendone la superficie. Questo ragazzo doveva essere alto, esile e molto agile, in quanto doveva essere in grado di muoversi attraverso gli stretti cunicoli del acquedotto, ed anche issarsi dentro e fuori, per poter controllare i condotti. Spesso questi pozzari che erano molto poveri, risalivano i condotti fino ad entrare nelle ville dei Nobili, dove rubavano gioielli e oggetti preziosi custoditi nelle case, ed a volte intrattenevano una relazione con le mogli dei nobili, che rimanevano sole durante la giornata nelle loro dimore. Da qui forse nasce il celebre detto che un marito deve sempre prestare attenzione quando lascia soli a casa la moglie e l’idraulico. La Napoli sotterranea è anche ricca di reperti delle guerre mondiali, e oggi, sono state installate alcune serre sotterranee.

Insomma una visita davvero insolita e ricca di storia, che ci ha condotto alla scoperta di una parte di Napoli meno conosciuta ma assolutamente affascinante.

 

Il nostro pomeriggio è proseguito poi di nuovo verso via Toledo, dove ci siamo dedicati ad un po’ di shopping e ad assaggiare alcuni dolcetti delle numerosissime pasticcerie che ricoprono la via. A questo punto abbiamo deciso di prendere la metro per recarci di nuovo alla Stazione Centrale. La fermata di via Toledo ci ha lasciato completamente senza parole: mosaici, luci, e un’atmosfera soffusa ti trasportano direttamente in ciò che sembra un mondo sottomarino. La fermata metropolitana di Toledo è stata più volte premiata come una delle stazioni più belle d’Europa, e noi non possiamo che essere d’accordo.

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Con la metro abbiamo raggiunto di nuovo la stazione centrale di Napoli, dove ci siamo concessi una cena con la famosa pizza fritta napoletana, prima di tornare in aeroporto per il viaggio di ritorno.

Che dire di questa giornata, sicuramente non è una passeggiata, bisogna camminare molto, il tempo a disposizione è poco e le cose da vedere sono molte. Tuttavia per una prima visita della città il tempo è stato perfetto, abbiamo visitato più superficialmente alcune attrazioni, e ci siamo concentrati su altre che ci stavano più a cuore. Napoli non è una città “facile”, è una città forte, ancorata al passato ed alle sue tradizioni, una città rumorosa che ti entra dentro con i suoi colori e odori. Sicuramente vale la pena vederla, anche solo per un giorno.

Consigli

Noi abbiamo utilizzato la navetta per spostarci dall’aeroporto alla città, è davvero frequente (ogni 15 minuti) e costa solo 5 euro. Per spostarci dalla stazione centrale all’aeroporto tuttavia siamo stati costretti a prendere il taxi, dopo aver aspettato la navetta per più di mezzora. Concordate prima la tariffa con il taxista, noi abbiamo speso 15 euro

Non fatevi scappare le tipiche sfogliatelle, quelle nella pasticceria dei Fratelli Attanasio sono servite sempre calde e ci sono costate 1,30 euro.

I mezzi come autobus e metro sono comodi e frequenti, essendo una bella giornata noi abbiamo preferito camminare ma non è obbligatorio fare tutto a piedi, anche se è fattibile se ci si concentra sul centro storico ed il lungomare.

Una pizza in una famosa pizzeria napoletana, dove bisogna attendere in fila prima di poter entrare può sembrare una follia, ma secondo la nostra esperienza ne vale davvero la pena. Inoltre per il pranzo da Sorbillo abbiamo pagato 8 euro a testa.

La visita alla Napoli sotterranea dura poco più di un’ora e costa 10 euro ma ne vale assolutamente la pena.

Non fatevi scappare la stazione metropolitana di Toledo, è davvero unica.

Napoli ha davvero diverse specialità culinarie, provate tutto se riuscite a rinunciare alla pizza per almeno un pasto, noi non ne siamo stati in grado.

Non ci resta che augurarvi buon viaggio e

Welcome Trouble

Francy e Ste

4 pensieri riguardo “Toccata e fuga: Napoli

  1. E’ stato bello leggere il vostro articolo e ritrovarci per un attimo nella bellissima Napoli. Abbiamo fatto anche noi una toccata e fuga a Maggio dell’anno scorso, ma siamo riuscite ad assaporarla con il cuore 🙂

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    1. Siamo contenti che il nostro articolo vi abbia riportato per un momento in questa fantastica città. 💕

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  2. mi spiace che non abbiate pubblicato il mio commento…

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    1. Cara abbiamo ricontrollato ma non abbiamo trovato nessun commento, né nessuna notifica. Riscrivi pure ci sarà stato qualche errore, siamo tutt’orecchi ❤️😘

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