Bangkok

La capitale tailandese è conosciuta in tutto il mondo con il termine Bangkok, ma il suo nome, in lingua originale è ben più lungo, tanto da renderla la città con il nome più lungo al mondo. Quando abbiamo letto per la prima volta questa curiosità abbiamo sorriso, domandandoci quale fosse la necessità di attribuire alla città un nome intero difficilissimo da ricordare ma, dopo esserci stati, ci siamo resi conto che è impossibile definire Bangkok con un solo nome. La città degli angeli, la città che ospita il Buddha di smeraldo, la grande città, la città della gioia eterna, la città felice, e altri ancora. Bangkok è una grande metropoli dove l’antichità e la modernità seguono il loro percorso di crescita mano nella mano, una metropoli dove la fede ed il peccato si fondono in un unico luogo.

Noi abbiamo trascorso quattro giorni in totale a Bangkok, e ci è sembrato un periodo di tempo sufficiente per visitare la città durante il nostro tour della Thailandia. L’hotel che abbiamo scelto si trova in zona Sathorn, quartiere famoso per i ristoranti e gli hotel dai quali è possibile ammirare lo skyline della città, e ci siamo trovati benissimo: la zona è ben collegata con diversi mezzi di trasporto ed è stato facile da qua, visitare tutti i punti della città che ci eravamo prefissati.

– Grand Palace, Wat Pho e Wat Arun

La zona che comprende le tre maggiori attrazioni turistiche di Bangkok è abbastanza semplice da raggiungere. Noi abbiamo scelto di raggiungerli utilizzando uno dei numerosi battelli che solcano il Chao Praya facendo varie fermate, davvero rapidi ed economici, una sorta di autobus su fiume. Abbiamo iniziato la visita partendo dal Grand Palace, trovandoci fuori dai cancelli prima dell’orario di apertura alle 8.30, e abbiamo pagato l’ingresso 600 bath (circa 15 euro). Il Grand Palace è un complesso davvero straordinario, antica dimora della famiglia reale, è costituito da edifici ricoperti d’oro e pietre preziose ed al suo interno si trova il Wat Phra Kaew, ovvero la cappella reale dove viene custodito il Buddha di smeraldo.

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Grand Palace, Bangkok
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Grand Palace, Bangkok
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Grand Palace, Bangkok

 

La nostra visita è proseguita poi all’interno del Wat Pho, meglio noto come il tempio del Buddha sdraiato. Questo complesso è adiacente al Palazzo Reale ed è anch’esso formato da una serie di edifici, tra cui quello che contiene il celebre Buddha in posizione sdraiata, lungo 46 metri ed alto 15, è interamente ricoperto d’oro e decorato in madreperla. Il Wat Pho è anche un centro di studi, viene infatti considerato una delle prime università aperte in Thailandia, e ora vi si trova una scuola di massaggi molto famosa. L’ingresso ha un costo di 100 bath ( 3 euro circa).

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Wat Pho, Bangkok

 

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Buddha sdraiato, Wat Pho

 

Infine abbiamo preso nuovamente il battello per spostarci sull’altra sponda del Chao Praya e visitare il Wat Arun. Questo tempio ci ha particolarmente colpiti, ne siamo davvero rimasti affascinati. Il Wat Arun, noto anche come tempio dell’alba, è formato da una torre centrale denominata prang, che rappresenta il monte Meru, dimora degli Dei e centro dell’universo. Il Wat Arun è imponente e maestoso, prevalentemente di colore bianco, è quasi impossibile non restarne ipnotizzati, potete scalare i suoi ripidi gradini quasi fino alla cima. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 50 bath (poco più di un euro).

 

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Wat Arun, Thailand

-Mercato dei fiori e Chinatown

Riprendendo il nostro battello, siamo scesi alla fermata del Mercato dei fiori, o Pak Klong Talaad. Situato sotto una sorta di capannone, questo mercato è molto particolare e merita una visita. Ci sono veramente moltissimi fiori, tra cui le orchidee, simbolo tailandese, ghirlande e composizioni floreali. All’interno di ogni tempio possiamo trovare moltissime di queste ghirlande e composizioni che vengono donate, e si trovano anche su taxi, auto o tuk tuk. Il mercato è aperto 24 ore su 24.

 

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Mercato dei fiori

In seguito abbiamo preso un tuk-tuk per poter raggiungere la vicina Chinatown. Prendere un tuk-tuk a Bangkok è davvero un’esperienza fuori dal comune: non sono certo economici, a meno che siate dei maghi nel contrattare vi costeranno sempre più di un taxi, ma le loro corse spericolate in mezzo alle auto ed al traffico della città sono assolutamente da non perdere. Per quanto riguarda Chinatown invece non ne siamo rimasti particolarmente entusiasti: sicuramente si tratta di una zona particolare e caratteristica, ma davvero trafficata, con odori forti che la pervadono, oltre ai tipici ristoranti, negozi e bancarelle.

 

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Chinatown

Se vi trovate nei pressi di Chinatown potete fare una veloce visita anche al Buddha d’oro che si trova nelle vicinanze, custodito all’interno del Wat Traimit.

 

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Buddha d’oro, Wat Traimit

Tutti questi punti, il palazzo reale, Wat Pho, Wat Arun, mercato dei fiori, Chinatown e anche il Buddha d’oro, sono stati toccati all’interno della prima giornata, durante la quale ci siamo spostati facilmente e velocemente utilizzando vari mezzi di trasporto.

 

– Montagna d’oro

La Golden Mountain, è una montagna che si scala percorrendo 315 gradini, sulla cima della quale si trova il Wat Saket, un tempio buddista che ogni giorno si riempie di monaci e fedeli che si riuniscono per pregare. Ricco di campane sacre che vengono percosse da fedeli e turisti, la cima della montagna d’oro permette anche di godere di un bel panorama sulla città. Questa famosa meta turistica di Bangkok non ci ha convinti al 100%, si tratta di una costruzione recente ricca di statue e getti di vapore che fanno sembrare il luogo un polo turistico che ha perso la magia della cultura e della religione Thai.

 

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Golden Mountain

 

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Campane sacre, Golden Mountain

– Passeggiata nel quartiere Dusit

Il quartiere Dusit è una zona molto particolare della città che vi farà sembrare di essere usciti da Bangkok. La nostra passeggiata, fatta seguendo le indicazioni della guida National Geographic, è partita dal Wat Benchamabophit, una struttura moderna creata con il marmo di carrara, per poi proseguire costeggiando la sede del governo fino a raggiungere la royal plaza, dove a farne da padrona è una stata equestre di un re Thai. Dietro di essa troviamo la sala del Trono, dove subito abbiamo riconosciuto uno stile italiano, infatti la struttura è molto diversa da ogni altro edificio a Bangkok. Prevalentemente di colore bianco, è ricca di colonne e cupole verdi, la maggior parte delle stanze del re sono molto spesso non accessibili al pubblico. Continuando sulla strada si passa poi accanto allo zoo di Bangkok e ad altri edifici appartenenti al re.

 

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Wat Benchamabophit
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Sala del trono

Oltre a questi punti turistici, abbiamo visitato altre attrazioni nella periferia di Bangkok, ma la città ha molto altro da offrire per quanto riguarda la cultura ma anche i divertimenti. Ve ne parleremo nei prossimi post.

Consigli

  • Trattandosi di una grande città, Bangkok può essere visitata in qualsiasi periodo dell’anno. La stagione più consigliata per visitare la Thailandia in generale è comunque quella che va da Dicembre a Maggio.
  • Appena atterrati ad uno degli aeroporti di Bangkok, le compagnie di taxi limousine pronte a fregare i turisti facendogli spendere più del triplo della corsa di un normale taxi, sono davvero moltissime. Fate attenzione quindi e seguite i cartelli per raggiungere la fermata del taxi, le tariffe utilizzando il tassametro sono davvero ridotte anche se per raggiungere il vostro hotel dovete attraversare la città.
  • La corsa in tuk-tuk è sempre divertente e permette di attraversare velocemente zone molto trafficate, ma attenti perché anche se contrattate le tariffe sono sempre più alte di una corsa in taxi.
  • Utilizzate lo skytrain se dovete raggiungere una zona che è servita da esso, è davvero rapido ed economico.
  • Quando prendete i battelli sul Chao Praya fate attenzione, quelli giusti hanno una bandiera arancione e verso di essi si dirigono tutti i tailandesi. Prima di questi troverete battelli turistici che vendono la stessa corsa a quattro volte il prezzo del biglietto normale.
  • Quando visitate i templi ricordatevi che quella Thailandese è una cultura molto diversa dalla nostra e va rispettata. Vestitevi sempre in modo consono con gambe e spalle coperte, o potreste vedervi negata la possibilità di accedere alle zone religiose.
  • I tailandesi portano anche un grande rispetto verso la figura del Re. Ogni giorno alle 8 del mattino ed alle 6 di sera , in tele, alla radio e nei luoghi pubblici come le stazioni, gli aeroporti, le scuole, i parchi pubblici e così via viene trasmesso l’inno nazionale. Durante la canzone del re, ogni persona deve alzarsi e smettere di fare qualsiasi cosa stia facendo.

Buon viaggio e

 

Welcome Troubles

Ste e Francy

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Chiang Rai: la perla del Nord

Quando si pensa al Nord della Thailandia spesso si pensa alla città di Chiang Mai, sorvolando sulla più piccola e vicina Chiang Rai. Per il nostro tour della Thailandia abbiamo scelto di utilizzare proprio Chiang Rai come punto di appoggio per visitare il Nord dello stato e non ci siamo assolutamente pentiti della scelta.

Totalmente diversa dalla caotica Bangkok, Chiang Rai è una piccola cittadina caratterizzata da un vivace mercato notturno. Le persone sono molto cordiali e disponibili ed il clima è più fresco rispetto al centro della Thailandia o dalle isole. Insomma iniziando il nostro viaggio in una grande città come Bangkok, Chiang Rai ci ha dato l’impressione di trovarci su un altro pianeta. Nel nostro programma avevamo dedicato alla cittadina solamente due giorni, per questo motivo ci siamo rivolti ad un taxi che ci ha accompagnato durante tutta una giornata, alla scoperta delle meraviglie che circondano la città.

Come prima tappa del nostro giro abbiamo scelto il famoso Tempio Bianco (Wat Ron Khun), uno dei simboli di Chiang Rai. Si tratta di un’opera totalmente diversa da qualsiasi tempio avessimo visto prima. Questo infatti è stato creato solo nel 1997 e l’artista che l’ha ideato aveva come scopo quello di creare il Tempio più bello del mondo, qualcosa che attirasse i turisti per la sua bellezza e maestosità un po’ come il Taj Mahal in India, e per farlo lo ha costruito utilizzando gesso bianchissimo e numerosissimi specchietti, creando giochi di luce che lo fanno risplendere nel cielo della Thailandia. L’opera inoltre è davvero controversa: costituita da un misto di sacro e profano, è per metà buddista e per metà induista. La visita inizia dall’ingresso nel Tempio attraverso un ponte, sotto al quale si trovano centinaia di mani che si sporgono chiedendo aiuto. Questo ponte conduce dall’Inferno verso l’interno, dove si può raggiungere il Samsara, insieme a moltissime immagini del mondo moderno che conferiscono all’edificio un’aria eccentrica: da Osama Bin Laden a Sailor Moon, da Michael Jackson ad Hello Kitty.

 

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Tempio Bianco, Chiang Rai, Thailand

Una volta lasciato il Tempio Bianco alle nostre spalle, ci siamo diretti ad un’altra costruzione moderna che è stata aperta solo recentemente: il Tempio Blu (Wat Rong Sear Tean). Sicuramente è meno conosciuto rispetto ad altre attrazioni della zona ma merita comunque una sosta. Come il Tempio Bianco anche il Tempio Blu può lasciare un po’ l’amaro in bocca per la mancanza del senso di antichità, ma sono opere talmente particolari e suggestive che in genere non deludono.

 

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Tempio Blu, Chiang Rai, Thailand

 

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Tempio Blu, Thailand

 

Una volta terminata la visita ci siamo diretti ad un villaggio della tribù Karen dei colli lunghi. La leggenda narra che un tempo la tribù fu quasi sterminata da un attacco improvviso di tigri, che uccisero moltissime persone azzannandole al collo. Il capo tribù decise allora di imporre ad ogni donna di indossare degli anelli intorno al collo, per proteggerle da ogni eventuale attacco. Ad oggi le donne della tribù continuano ad indossare questi anelli iniziando da quando sono bambine. Purtroppo in questi anni il villaggio è diventato per lo più un centro turistico, e la tribù vive grazie al commercio dei propri prodotti e dall’attrazione che esercitano sui turisti.

 

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Tribù Karen, Thailand

 

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Tribù Karen, Thailand

La tappa seguente è stata la visita ad una piantagione di the che si trova nella zona. Qui abbiamo non solo potuto ammirare il suggestivo paesaggio della piantagione, ma anche assaggiato diversi tipi di the prodotti localmente.

 

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Choui Fong Tea Plantation

Dopo pranzo ci siamo rivolti verso un noto punto turistico del Nord della Thailandia, il cosiddetto Triangolo d’Oro. Si tratta di una zona in cui il fiume Mekong si divide toccando tre stati: la Thailandia, il Laos ed il Myanmar, un tempo interessate dalla coltivazione e dal commercio di oppio che veniva pagato in lingotti d’oro e che aveva reso la zona particolarmente ricca, tanto da valergli il soprannome di Gold Triangle. Con il passare del tempo la zona è stata ripulita ed ora si occupa della coltivazione di caffè, thè e frutta. Potete raggiungere il punto panoramico dal quale è possibile vedere tutti e tre gli stati, visitare il museo dell’oppio e anche prendere una long boat con la quale percorrere un tratto di fiume sul confine con gli altri stati, e persino avere un permesso di scendere in Laos, mostrando il passaporto, dove si trova un mercato locale. Basta attraversare un fiume per ritrovarsi in un altro stato e percepire subito l’estrema povertà che affligge questa popolazione. A poca distanza invece, tornando sulla sponda thailandese, è possibile raggiungere il ponte noto come “Ponte dell’amicizia”, che collega la Thailandia con il Myanmar.

Purtroppo non abbiamo avuto molto tempo a disposizione che ci consentisse di visitare la cittadina vera e propria di Chiang Rai, ma non ci siamo comunque fatti mancare una visita al Mercato notturno. Si tratta di un mercato davvero ricco e vivace dove potete contrattare l’acquisto di souvenir a prezzi davvero bassissimi. Inoltre potete trovare un piazzale con numerose bancherelle dello Street food, tavoli e sedie e musica dal vivo.

Consigli

La temperatura è sempre tropicale come nel resto della Thailandia, il mese più freddo è Gennaio dove comunque la media è di 19 gradi, mentre il mese più caldo è Maggio. Da Maggio ad Ottobre si registrano le precipitazioni più intense.

Il modo migliore per raggiungere la città se provenite da Bangkok è quello di utilizzare una compagnia low cost che in poco più di un’ora vi condurrà all’aeroporto che si trova a pochi chilometri da Chiang Rai. L’alternativa altrettanto economica è quella di usare l’autobus sia diurno che notturno che collega la capitale alla città, ma la durata è di circa 10 ore.

Chiang Rai è ricca di hotel e piccoli resort, noi abbiamo alloggiato a Laluna Hotel and resort, piccolo ed immerso nel verde, davvero carino.

Inoltre soggiornando in questa zona abbiamo potuto organizzare una visita ad un campo per elefanti. Abbiamo scelto di evitare i trekking a dorso di elefante proposti da numerosi tour, in quanto sono dannosi per la salute e la schiena degli animali.

Buon viaggio e,

Welcome Trouble

Ste & Francy