La Isla Bonita: Ibiza

Ciao viaggiatori,

Oggi vi vogliamo portare sull’isola che non dorme mai, l’isola delle feste, delle spiagge incontaminate e della natura selvaggia. Ovviamente vi stiamo parlando di Ibiza.        Ibiza conosciuta anche come la ” Isla Blanca” è un isola della Spagna bagnata dal mar mediterraneo, e fa parte del complesso delle Isole Baleari. La mia esperienza su questa magica perla del mediterraneo è cominciata il 25 settembre del 2017.

Ho raggiunto l’isola di prima mattina ,appena atterrato ad accogliermi ho trovato un clima abbastanza caldo e poco umido, la cosa che più ha colpito la mia attenzione è stata la vegetazione selvaggia, nel mio immaginario mi aspettavo un’ isola molto industrializzata, invece sono stato piacevolmente sorpreso. Preso il taxi ad un costo contenuto, ci siamo diretti verso Cala Tarida dove avevo prenotato il resort.

 

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Cala Tarida, Ibiza

La Tranquillità di Cala Tarida

I primi giorni li abbiamo dedicati al relax, Cala Tarida è una zona tranquilla, ricca di resort che sono soliti organizzare feste e animare le serate, mentre all’esterno degli hotel potete trovare qualche ristorante, negozietto e molti noleggi auto,  ma se cercate la movida questo non è il posto per voi. Per chi volesse soggiornare nella mia stessa zona, vi consiglio la spiaggia di Cala Tarida. Scendendo una scalinata si arriva direttamente sulla spiaggia, davanti a voi si presenterà uno stupendo scenario, acqua cristallina e una modesta lingua di sabbia, dove potete decidere se affittare o meno lettino e ombrellone. La spiaggia offre vari servizi tra cui ristoranti, chiringuito e piccoli centri per noleggio di canoe ecc.

 

 

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Cala Tarida

 

Per quanto riguarda gli spostamenti il mio consiglio è quello di noleggiare una macchina o un motorino, infatti le distanze da percorrere possono essere lunghe e i mezzi pubblici sono spesso radi o assenti, e non è semplice trovare tutte le coincidenze. Per quanto riguarda i taxi, la tariffa da/per l’aeroporto  è sempre contenuta, al contrario gli spostamenti all’interno dell’isola hanno spesso un prezzo esorbitante anche per tratte brevi.

Per quanto riguarda la vita notturna il centro della movida si trova nella zona di San Antoni ed Eivissa. Se quello che cercate è il divertimento puro, vi consiglio di soggiornare in queste zone dell’isola ma dovete aspettarvi veramente di tutto. Le discoteche aprono da maggio e iniziano le chiusure a metà settembre. Io sono capitato ad Ibiza nel periodo delle chiusure annuali delle discoteche, quelle che vi consigliamo sono le più rinomate come Ushuaia, Pacha, Privilege, Eden, Amnesia.

Escursioni

Ora arriviamo alla mia parte preferita, le escursioni. Per prima cosa vi consiglio di fare una breve visita alla parte vecchia di Eivissa molto caratteristica e con molti punti panoramici, dalla terrazza della rocca la vista è davvero suggestiva.

L’isola di Ibiza ci offre un numero infinito di Calette, ce ne sono per tutti i gusti: con spiagge di sabbia bianca, rocciose con un mare cristallino, oppure con punti panoramici da cui osservare il tramonto. Io ho preparato un itinerario partendo da Cala Tarida e spostandomi in mountain-bike lungo la costa. Sono riuscito cosi a visitare alcune delle calette più famose, come Cala Comte, oppure calette sconosciute dove non c’era anima viva.

 

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Cala Comte, Ibiza

L’escursione in mountain-bike non è stata certo un’ impresa facile, il terreno è molto sconnesso, pieno di pietre e salite ripide. Ci sono tratti a ridosso della scogliera dove pedalare è pressoché impossibile, ed è necessario proseguire a piedi trainando la bici. Tuttavia vi consiglio di girare l’sola in bici, consentendovi così di stare davvero a contatto con la natura, e di esplorare zone sconosciute o impossibili da raggiungere in auto. Ne è un esempio quello che ho rinominato “Stonenge”, in cui mi sono imbattuto casualmente pedalando per l’isola.

 

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Cala Codolar, Ibiza

 

 

L’unico consiglio che mi sento di darvi è quello di seguire strade battute e non fare come me, che per trovare una scorciatoia, sono stato inseguito da un branco di cagnolini randagi. Durante la mia escursione mi sono ritrovato in una splendida caletta, che ho scoperto in seguito essere nudista, Cala Escondida. Qui mi sono fermato a pranzare in un chiringuito biologico nascosto tra le rocce. Tutti i materiali erano riciclati e biodegradabili, il cibo squisito ed i prezzi non troppo elevati. Il punto più lontano raggiunto con questa escursione è stato nei pressi di Cala Roja, dove mi è apparso un  antico fortino su una scogliera.

 

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Fortino, Ibiza

 

 

Infine, l’escursione che proprio non potete farvi mancare se soggiornate ad Ibiza, è quella a Formentera. Molti tour operator e molti hotel propongono quest’escursione a diversi prezzi. I traghetti partono da Figueretas ed il tragitto ha una durata di circa un’ora. Una volta arrivati a Formentera, come prima cosa dovete noleggiare una bici o un motorino, non sarà difficile in quanto appena attraccati in barca, vi si presenterà una fila lunghissima di negozi di noleggio. Dopodiché potete percorrere l’isola a vostro piacimento, vi consiglio assolutamente di raggiungere la Playa de ses Illetes, decantata da tutti come la più bella spiaggia di Formentera, che si trova a circa venti minuti in bici dal porto dell’isola, ed è parte di un parco naturale. Qui vi consiglio il chiosco ristorante “El pirata”, buono ma non esattamente economico, è tuttavia l’unico nelle vicinanze ed è praticamente sulla spiaggia.

 

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Playa de ses Illetes, Formentera

Volevo condividere con voi la fortuna di aver visto lo yacht più grande del mondo, attraccato a largo di Ses Illetes.

 

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Sailing yacht

 

 

Consigli

Il clima ad Ibiza è di tipo Mediterraneo e vi consigliamo di visitarla da metà Maggio a fine Settembre.

L’isola è divisa in diverse zone e come detto in precedenza, la vostra scelta dovrà ricadere sulla tipologia di viaggio che cercate, di mare e relax oppure movida.

Vi consigliamo di mettere in conto il noleggio di un mezzo, che sia una bici, una moto o una macchina, e che soprattutto nel caso di quest’ultima, la caparra è sempre abbastanza elevata.

Detto questo non mi resta che augurarvi buon viaggio

e Welcome Troubles

Ste e Francy

 

 

 

 

 

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Sulle orme dei Maya

Oggi vogliamo portarvi in un’avventura oltre oceano, tra fitte giungle, grotte sotterranee e possenti rovine secolari. Stiamo parlando della celebre rovina Maya. La riviera Maya si trova nella penisola dello Yucatan in Messico, per esattezza la possiamo collocare nello stato del Quintana Roo. La nostra vacanza in questa splendida terra è iniziata il 10 Novembre 2015, nei seguenti quindici giorni abbiamo deciso di ripercorrere il più possibile ciò che rimaneva dell’antica civiltà Maya. In quest’articolo vogliamo consigliarvi principalmete i siti archeologici e le escursioni che non potete assolutamente perdervi, se avete la fortuna di visitare la penisola messicana, e se soggiornate come noi nei pressi di Playa del Carmen. Se volete saperne di più su questa cittadina, cliccate su L’allegria di Playa del Carmen.

 

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Playa del Carmen

 

1. Sito archeologico di Tulum

Il complesso archeologico di Tulum dista all’incirca un’ora di macchina da Playa del Carmen. Noi per raggiungerlo abbiamo utilizzato un “colectivos”, piccolo pullmino molto spartano, che al prezzo di quattro euro a testa ci ha portato sino al sito archeologico, facendo diverse fermate lungo la tratta. Un altro mezzo efficace per raggiungere Tulum sono i bus di linea che hanno un costo leggermente superiore, anche se noi abbiamo preferito il colectivos per non essere legati agli orari del bus ed essere più liberi di esplorare la zona. L’ingresso alle rovine costa pochi euro, per questo motivo vi sconsigliamo di prenotare un escursione quando con meno di venti euro puoi organizzarti l’esperienza da solo. Le rovine di Tulum si trovano su una scogliera che si affaccia sullo splendido mar dei Caraibi. Visitato l’intero sito archeologico tra palme, luoghi sacri ed iguane, potete concedervi una pausa nella piccola lingua di sabbia bianca sottostante, si presenterà ai vostri occhi un vero e proprio scenario da cartolina.

 

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Rovine di Tulum

 

 

La spiaggetta di Tulum è meravigliosa ma può essere un pò affollata, se come noi preferite avere spazi aperti e poca gente intorno, vi consigliamo Playa Zazil Kin, che dista dal sito archeologico soli 10 minuti di taxi. Qui abbiamo pranzato, spendendo pochissimo, in un chiosco sulla spiaggia e abbiamo poi affittato un escursione in barca al prezzo di 15 euro, per goderci la vista delle rovine anche dal mare. Sulla barca un ragazzo del posto ci ha fatto da guida, spiegandoci alcune curiosità riguardo Tulum, peccato solo che quel giorno il mare fosse mosso e io ho constatato di soffrire di mal di mare. Una volta conclusa la spiegazione della guida, la barca ci ha condotto in mare aperto dove abbiamo potuto fare snorkelig.

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Playa Zazil Kin
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Playa Zazil Ki

 

2. Sito archeologico di Cobà

Il complesso archeologico di Cobà dista all’incirca un’ora e mezza da Playa del Carmen e vista la distanza, ci siamo appoggiati ad un tour in loco per fare quest’escursione. In ogni caso c’è la possibiltà di utilizzare taxi o colectivos per raggiungere il sito. Sulla strada per le rovine, abbiamo fatto alcune tappe nella giungla e passato una vera e propria mattinata adrenalinica, all’insegna di lanci estremi in zip line, guide spericolate in quad su strade sterrate, ed infine una lunga nuotata in un cenote sotterraneo. Di solito le escursioni alle rovine sono venduti in differenti pacchetti (potete acquistarli sia all’interno dei resort, che a Playa del Carmen) e questi comprendono la visita associata a diverse attività, noi abbiamo scelto quelle più adrenaliniche, ma si possono trovare attività diverse per tutti i gusti.

 

 

Il sito di Cobà è davvero molto vasto, noi abbiamo affittato una bicicletta e ci siamo mossi così seguendo la guida (anch’essa in bici) per soli 150 pesos. Un’alternativa per i più volenterosi è quella di camminare, il tragitto è completamente all’ombra ma vi occorrerà più tempo per visitare tutto. Se invece non volete assolutemente faticare, potete affittare un risciò con tanto di autista che pedali per voi. Il punto più famoso delle rovine di Cobà è rappresentato dalla piramide di Nohoch Mul, che si staglia per quarantadue metri, e sulla quale è possibile arrampicarsi, diversamente dagli altri siti archeologici. Ad attendervi ci sono 120 gradoni, la fatica della salita sarà ripagata dalla vista su una giungla sconfinata.

 

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Piramide di Nohoch Mul
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Piramide di Nohoch Mul

 

 

3. Sito archeologico di Chichén Itzà

Chichén Itza è la più distante tra le rovine che abbiamo visitato e per raggiungerle da Playa del Carmen ci vogliono circa due ore. Anche in questo caso ci siamo rivolti ad un tour operator locale per organizzare l’escursione che comprendeva due diverse tappe prima della visita al sito archeologico. Molti tour associano la visita ad un cenote, ma ce ne sono davvero moltissimi, quello che abbiamo visitato noi era un cenote totalmente sotterraneo, illuminato solo da un foro sull’altissimo soffitto. Dopo un bagno nel cenote siamo partiti in pullman verso la città coloniale di Valladolid. Si tratta di una città davvero pittoresca, dove potete trovare diverse chiese di epoca coloniale, la più importante è la cattedrale di San Gervasio. Di fronte alla cattedrale c’è una vasta piazza con al centro un parco dal quale si può assaporare il clima della città, sembra quasi di essere tornati in un’altra epoca. Noi siamo poi stati liberi di visitare la città alla ricerca di souvenir, e ci siamo imbattutti in un piccolo negozio con un’uscita sul retro, dove nascoste in un giardino, c’erano delle capanne in cui veniva lavorato il cacao.

 

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Cattedrale di San Gervasio, Valladolid
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Plaza e parque Francisco Cantòn, Valladolid

 

Dopo pranzo, ci siamo diretti verso le rovine di Chichén Itza.  Il sito è vasto e fa parte del patrimonio UNESCO. Inoltre la sua piramide è annoverata tra le sette meraviglie del mondo moderno. A farci da guida per queste rovine c’era un ragazzo del luogo, nonchè storico, veramente bravo ed appassionato. All’interno ci sono varie bancarelle dove abbiamo potuto contrattare prezzi davvero convenienti per i nostri acquisti, al contrario dei bar che si trovano appena dentro il sito che hanno prezzi molto elevati. Vi sconsigliamo assolutamente di visitare il sito nelle ore più calde perchè l’umidità ed il calore sono veramente elevati ed è quasi impossibile ripararsi all’ombra durante l’intera visita. Nel sito troverete numerose rovine religiose, il più grande campo da gioco della pelota e meglio conservato della riviera Maya e anche dei cenotes sacri. Speriamo che questa esperienza vi rimanga nel cuore, così come è successo a noi.

 

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Piramide di Chichén Itza

 

Consigli:

Il nostro consiglio è di soggiornare a Playa del Carmen, il punto più centrale da cui parte la visita a tutte le rovine.

Come spesso ripetiamo, le escursioni acquistate in villaggio hanno un prezzo più elevato e non necessariamente una qualità superiore di quelle acquistate in loco. I tour operator locali sono spesso ragazzi del luogo che mettono passione in quello che fanno.

Dotatevi di repellente e di protezione solare prima di qualsiasi escursione.

La riviera Maya ha un clima tropicale e caldo per tutto l’anno, il periodo migliore per organizzare un viaggio va da novembre a febbraio, quando il clima è più secco e fresco. Da Marzo a Maggio il caldo comincia ad aumentare gradualmente fino a raggiungere il culmine tra i mesi di Giugno e Ottobre che costituiscono anche la stagione delle piogge.

Buon viaggio e

Welcome Trouble

Ste e Francy

Friburgo di Brisgovia

Se cercate una tipica città tedesca, con vie lastricate in pietra, canali d’acqua che attraversano tutta la città e un imponente cattedrale che la  domina, Friburgo è la città che fa per voi.

Siamo giunti a Friburgo di prima mattina, e subito ci ha accolto un clima freddo e umido. Senza lasciarci abbattere dal meteo, ci siamo subito addentrati tra i vicoli della città, arrivando così ai piedi della cattedrale che si staglia imponente al centro di Munsterplatz. La piazza ogni mattina dal lunedì al sabato, accoglie un vivace mercato artigianale dove tra bouquet di fiori, manufatti in legno e banchi di frutta, io ho scelto di concedermi la mia prima colazione: Hot dog con salsiccia tipica bavarese.

 

Histarical Merchants’ Hall

 

 

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Cattedrale di Friburgo

 

L’ingresso alla cattedrale è gratuito, mentre per visitare la torre campanaria il prezzo è di un euro e cinquanta. L’interno è molto cupo e l’ambiente non è di certo rallegrato dal suono del grosso organo situato vicino all’altare.

Usciti dalla cattedrale, abbiamo fatto una passeggiata per i vicoli della città. Questi sono costeggiati da stretti canali d’acqua dove i bambini hanno la possibilità di giocare facendovi scorrere all’interno piccole barchette o paperelle. Questi canali rendono la città davvero particolare e suggestiva. Ogni via è poi caratterizzata da case e edifici di diversi colori, che contrastano il grigio del cielo.

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Across Friburg
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Across Friburg
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New Town Hall

Dopo una lunga passeggiata per la città siamo tornati a Munsterplatz, dove abbiamo scelto un ristorante per pranzare. Noi vi consigliamo il Brauereiausschank ( Anche se è impronunciabile fidatevi di noi) dove abbiamo preso un piatto unico, con spatzle e una squisita carne ai funghi, e bevuto birra il tutto a meno di 30 euro a testa.

Nel pomeriggio abbiamo preso una funicolare, e raggiunto un punto panoramico da cui si poteva godere di una vista su tutta la città. Non contenti, abbiamo intrapreso quello che sembrava un cammino spirituale verso l’antenna Schlossberg, uno dei punti più alti della città. La fatica della salita è stata ripagata da una vista spettacolare, tuttavia non ve lo consigliamo se soffrite di vertigini: l’ antenna è una struttura in metallo che si staglia per diversi metri, è quindi molto facile, sulla cima, percepire il leggero movimento oscillatorio. La salita è comunque gratuita.

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Schollsberg

Cosa visitare nei dintorni di Friburgo:

  • Miniera d’argento a Elzach

Le miniere d’argento di Elzach si trovano a circa 1 ora e mezza di macchina da Friburgo. La visita alla miniera inizia alle 10 alle 13 o alle 15, e dura circa un ora e venti, anche se purtroppo non è disponibile una guida in italiano, ma si può scegliere tra quella in inglese oppure in tedesco. Prima di iniziare la nostra visita, ci siamo preparati indossando impermeabile, stivali di gomma e casco protettivo. Ci siamo poi addentrati nella foresta circostante, raggiungendo l’ingresso della miniera. Avendo visitato altre miniere in Germania, posso assicurarvi che questa è davvero suggestiva e molto naturale: è ricca di stretti cunicoli, scale a pioli sulle quali bisogna arrampicarsi, luci soffuse e acqua che stagna nei vari anfratti. La visita guidata alla miniera ha un prezzo di soli 6 euro.

 

 

  • Europapark

Europapark è uno dei maggiori parchi divertimenti europeo ed è situato nella città di Rust, a circa trentacinque minuti di auto da Friburgo. Il parco è collegato molto bene con un sistema di flixbus, che portano direttamente da Friburgo all’ingresso ad un prezzo conveniente. Il parco è adatto sia per i piccoli che per i grandi, ha una scenografia curatissima, spettacoli molto belli e hotel a tema davvero spettacolari.

 

  • Ecomuseo Schwarzwalder di Vogtsiauernhof

Si tratta di un museo all’aperto e qui si possono trovare varie fattorie ed edifici di differenti epoche storiche. Il museo mostra come vivevano le popolazioni della foresta nera in epoche passate.

  • Discesa in bob

Si chiamano Schwarzwald rodelbahn e sono una sorta di bob “a comandi”. Da soli oppure i coppia, si può salire su questi bob che vengono trainati su per una salita, per essere poi rilasciati all’interno di una sorta di binario, giù per la collina. Il conducente del bob è libero di lasciare e trattenere la leva del freno per aumentare la velocità a proprio piacimento. Questi bob sono davvero più veloci di quello che sembrano, noi ci siamo divertiti moltissimo!

  • Triberg

Triberg è una cittadina non molto distante da Friburgo, famosa per le sue cascate ed il parco che le circonda, e per i suoi orologi a cucù. Ci sono molti ristoranti a prezzi buoni dove rilassarvi mangiando una wiener schnitzel (la nostra cotoletta alla milanese).

Consigli

Vi consigliamo di fare l’intero viaggio in auto o di affittarne una a Friburgo, per potervi muovere in libertà.

Per alloggiare vi consigliamo il “Cafè pension Endehof” che si trova ad Elzach, in una posizione strategica per visitare tutte le mete che vi abbiamo elencato. Questo delizioso hotel offre un trattamento di mezza pensione, ed è possibile effettuare il check-in solo dal mercoledì alla domenica. Inoltre il suo proprietario è anche il cuoco dell’hotel, ed il suo ristorante è frequentatissimo: tutti vengono da fuori città per assaggiare la sua famosissima torta della foresta nera

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Buon viaggio e

Welcome troubles

Ste e Francy

 

Across Barcelona (Gallery)

Come avevamo già detto in un post precedente Le 5 cose da non perdere a Barcellona, Barcellona è una delle nostre città preferite e abbiamo potuto conoscerla in ogni sua sfaccettatura, avendoci vissuto per quattro mesi. Nel post abbiamo parlato delle attrazioni più famose che tutti dovrebbero visitare a Barcellona, e avevamo inoltre aggiunto che la città va ben oltre ogni aspettativa. Non sono solo le sue famose attrazioni a far innamorare i viaggiatori, ma sono i suoi colori sgargianti, il rumore, l’aria di festa e il profumo zuccherato di churros in ogni angolo di questa città catalana. Ecco a voi una gallery delle nostre foto preferite:

E come sempre

Welcome Troubles

Ste e Francy

Mamma Mia! Greece Lovers

Ciao viaggiatori,

oggi vogliamo raccontarvi di un’escursione che ci è piaciuta moltissimo, fatta durante il nostro ultimo viaggio in Grecia: il Mamma Mia tour. Non so se tutti voi conoscete il film/musical interpretato da Meryl Streep sulla base delle canzoni degli Abba. Bene, questo film è stato girato sull’isola di Skopelos nelle Sporadi settentrionali, facilmente raggiungibile se si soggiorna sulla vicina isola di Skiathos (dove alloggiavamo noi) o Alonissos.

Ci siamo diretti in tarda mattinata al vecchio porto di Skiathos, dove con soli 20 euro siamo saliti a bordo di “Poseidon” la barca che ci ha accompagnato in questa fantastica escursione. Dopo poco più di un’ora, passata a guardare le onde con le canzoni di Mamma Mia in sottofondo, abbiamo raggiunto la prima tappa: la cappella di Agios Ioannis. Si tratta di una piccola cappella arroccata in cima a una scogliera a picco sul mare, davvero molto bella. La nostra barca ha attraccato sulla minuscola lingua di sabbia bianca ai piedi della scogliera, praticamente parcheggiata tra un ombrellone e l’altro. C’è un sentiero da percorrere per raggiungere la base della scogliera, e da qui, ti aspetta una lunga e tortuosa scalinata verso l’alto, dove mentre arranchi affannato, sotto il sole cocente, vedi le facce sorridenti di chi invece sta scendendo, gioiosi e rilassati davanti al tuo dolore, come se loro in cima avessero ricevuto la grazia.

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Una volta raggiunta la cima la vista è davvero bella, il mare tutt’intorno è di mille sfumature di blu, ci tengo solo a ricordarvi che quella che state visitando è pur sempre una chiesetta, quindi nonostante il caldo ed il fatto che siete appena sopravvissuti ad una scalata, evitate di entrarvi come la mia compagna di viaggio, con un sobrissimo costume fuxia glitterato. Una volta tornati sulla spiaggia, avete tempo ancora una mezzora per farvi un bel bagno rinfrescante.

Una volta risaliti in barca ci siamo diretti per l’ora di pranzo verso il grazioso porto di Skopelos Town, dove abbiamo fatto un  giro per negozi e pranzato all’Aktaion Taverna. Dovete sapere che durante l’intera vacanza ho fatto una dieta a base di feta: feta con l’aceto balsamico, feta con il miele, feta nell’insalata. Beh anche qui ho preso un’insalata con la feta e un antipasto di polipo fresco, il tutto per una quindicina di euro.

Al termine del pranzo e della passeggiata siamo risaliti sulla barca e ci siamo accomodati nella parte superiore, dove abbiamo potuto rilassarci prendendo il sole e avvistando i delfini che ci nuotavano intorno, mentre ci dirigevamo verso la più bella spiaggia di Skopelos, dove sono state girate numerose scene di Mamma Mia: Kastani beach. La spiaggia di Kastani beach è una delle più belle di tutta la vacanza, ricoperta da piccoli sassolini bianchi, e con un’acqua trasparentissima, ci siamo potuti rilassare qui per circa un’ora prima del rientro a Skiathos.

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Se passate da Skiathos vi consigliamo questa escursione, il prezzo è abbastanza basso, abbiamo visto diversi luoghi nell’arco della giornata e tutti erano davvero poco affollati, anche se forse questa è la normalità trattandosi di metà Settembre.

Buon viaggio e

Welcome Troubles

Ste e Francy

 

 

 

 

 

Crema e occhiali: pronti al safari

 

Ciao viaggiatori,

A fine Febbraio 2017, quando la nostra esperienza a Barcellona sembrava essere giunta al termine, abbiamo deciso di prenotare un viaggio in Kenya, per assaporare anche se per poco tempo il cuore dell’ Africa.

Una volta arrivati in Kenya abbiamo subito percepito l’importante sbalzo di temperatura, cielo limpido e umidità elevata. Dopo un lungo e tumultuoso tragitto in pullman siamo arrivati al nostro resort, qui abbiamo subito scelto di organizzare le escursioni andando a riempire il più possibile i pochi giorni a nostra disposizione.

Parlando subito di come organizzare le escursioni posso dirvi di far affidamento sui così detti “Beach Boys”, ragazzi del luogo che si trovano sulle spiagge in prossimità dei resort; sicuramente un po’ insistenti all’inizio, ma oltre che più economici rispetto alle agenzie   ( abbiamo pagato 210 euro Safari di due giorni più Blue Safari in mare, un vero e proprio affare), li abbiamo trovati davvero simpatici e in grado di raccontarci con passione e amore tutti i segreti della loro terra. Così dopo solo due giorni dal nostro arrivo in Africa siamo partiti alla volta dello Tsavo Est National Park.

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La sveglia suona prestissimo e dopo una piccola colazione a base di banane ( perché dovete sapere che li mangiano banane ad ogni ora del giorno) saliamo sui nostri fuori strada a gruppi di sei persone guidati dalla nostra fantastica guida. Ovviamente è pensiero comune che in Africa faccia sempre caldo, splenda sempre il sole ma prima di arrivare alle porte del parco nazionale, un monsone ci accoglie a braccia aperte, neanche stessimo radunando gli animali per salire sull’Arca di Noè. Per fortuna il diluvio dura solo le due ore di tragitto che ci separano dall’ingresso allo Tsavo Est, durante questo tragitto ci siamo anche fermati a spulciare qualche negozio tipico del luogo, con manufatti in legno, oggetti dipinti a mano e statuette di ogni tipo. Uscire da quei negozi soddisfatti è davvero facile basta saper contrattare un attimo.  Arrivati alle porte dello Tsavo Est possiamo già cospargerci di crema protettiva 50 e sporgerci dalla nostra jeep col tettuccio apribile. Che il safari abbia inizio!

La mattinata scorre veloce, la guida è simpatica ed esperta e ci spiega varie cose sul conto degli animali e del parco; inoltre ogni jeep è collegata via radio con le altre presenti nel parco in modo da avvisare tutti quando un particolare animale o branco viene avvistato, così che ognuno sfreccia alla velocità della luce per raggiungere il punto d’interesse. Le guide sono dei veri e propri segugi, riescono a notare un animale nascosto a metri di distanza, non importa se c’è un formicaio enorme che copre la visuale, oppure che le gazzelle siano dello stesso colore del panorama, loro lo avvisteranno, si avvicineranno e resteranno li fermi finche almeno una persona presente sulla jeep avrà scattato una fotografia.

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Nel primo pomeriggio arriviamo presso il resort all’interno del Parco, il Voi Wildlife lodge, dove possiamo pranzare e fare un breve riposino prima di ripartire per il secondo round del pomeriggio. Noi abbiamo scelto di pernottare in tenda, aspettandoci una piccola tenda decathlon nel mezzo della savana. In realtà la nostra tenda era più simile ad un bungalow, una struttura in cemento ricoperta da un grosso tendone, con all’interno un bagno con doccia, un letto matrimoniale a baldacchino e una piscina privata sul retro. Dopo esserci riposati e rinfrescati, ci cospargiamo nuovamente di crema, soprattutto sul viso, e ripartiamo con la nostra jeep. Qualcosa deve essere andato storto con la nostra crema, sarà il caldo, sarà che ci siamo involontariamente toccati gli occhi, ma entrambi abbiamo iniziato a lacrimare neanche avessimo appena visto morire Mufasa. Dopo esserci accertati di esserci messi la crema in faccia e non dell’acido muriatico, iniziamo a sciacquarci subito gli occhi . Per l’ora successiva il nostro Safari è stato più una piacevole audioguida, ma una volta riacquistata la vista lo spettacolo di giraffe, zebre, elefanti e leoni è stato indescrivibile.

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Una volta tornati al resort abbiamo cenato, fatto due chiacchiere con le guide ed i nostri compagni di viaggio, e poi subito a letto. La nostra tenda era totalmente avvolta nel buio della savana e poterci chiudere dentro tirando una cerniera non dava esattamente un senso di sicurezza. Durante la notte abbiamo dormito quasi di sasso per la stanchezza, se non fosse per la scimmia che ha deciso di ballare la macarena sul tetto della nostra tenda. La mattina seguente ci siamo alzati prima dell’alba per fare colazione e ripartire per una nuova zona dello Tsavo Est a ridosso del fiume, dove abbiamo visto ippopotami, coccodrilli e gnu.

Una volta usciti dal Parco Nazionale, sulla strada di ritorno per il nostro resort a Watamu, ci siamo fermati a visitare una tipica tribù Masai. I componenti della tribù sono stati davvero gentili e accoglienti, ci hanno mostrato le capanne in cui vivono e ci hanno coinvolto in una loro danza rituale (fa niente che ho capito solo alla fine che quello che mi avevano dato non era uno scudo ma un tamburo che dovevo percuotere durante la danza). L’unica cosa che non ci ha convinto è che per quanto il villaggio potesse essere caratteristico, gli abiti tipici e colorati e le persone gentili, questa sembrava una vera e propria attrazione per turisti fatta apposta per spillare soldi, oltre all’omaggio in denaro dato all’ingresso, ci è stato poi mostrato un piccolo banco dei souvenir al quale eravamo invitati a comprare per il bene della tribù.

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Per concludere se passate dal Kenya o in generale dall’Africa, non fatevi mancare il Safari, un’esperienza davvero unica e suggestiva noi ci abbiamo lasciato il cuore.    Buona Africa e

welcome troubles

Ste e Francy

Le 5 cose da non perdere a Barcellona

Ciao viaggiatori,

come primo post in questo blog ho deciso di parlarvi di una città che amo e in cui ho vissuto: Barcellona.

Nel Novembre 2016 ho lasciato la nebbiosa Lombardia, per dirigermi alla volta di paella e sangria, in cerca di una nuova avventura insieme al mio sobrio compagno di viaggio. La ricerca di un  appartamento da affittare ad un prezzo abbordabile non è stata per nulla semplice: due settimane nel corso delle quali abbiamo vissuto in un appartamento condiviso che su internet sembrava assolutamente favoloso e dotato di bagno privato, ma nel pratico era un vero e proprio tugurio dove dal letto si poteva godere di una fantastica vista del nostro gabinetto. Due settimane di corse per visitare appartamenti vari, compreso un ostello all’ottavo piano, che abbiamo saggiamente deciso di raggiungere a piedi facendo le scale e rischiando di lasciarci entrambi i polmoni. Due settimane trascorse a mangiare la pasta usando le bottiglie d’acqua vuote come piatti. Quindi dopo non poche fatiche troviamo finalmente un appartamento tutto nostro, ci trasferiamo portando con noi tutti i nostri bagagli ed i nuovi acquisti ikea e mettendo tutti i soldi della caparra e i tre mesi di affitto anticipato all’interno della mia valigia chiusa con la combinazione, salvo poi accorgerci che era difettata ed essere costretti a squarciarla di fronte a degli stupefatti padroni di casa che attendevano solo di essere pagati ( di positivo resta il fatto che la valigia rotta è stata una pratica scarpiera per i restanti mesi). Comunque sia, nel corso dei quattro mesi invernali, alla ricerca di una casa e un lavoro, ho avuto tutto il tempo per visitare a pieno l’intera città, per cui di seguito vi elenco le 5 cose che non potete assolutamente perdere se state pianificando un viaggio a Barcellona.

  1. SAGRADA FAMILIA  

070.JPG                                                                              La Sagrada Familia è forse il simbolo più noto quando si pensa alla città catalana e ho deciso di spendere un intera mattinata per la visita della basilica. Dopo aver comprato due biglietti online (  http://www.sagradafamilia.org/eng/tickets/index.html) al prezzo di 20 euro l’uno, grazie ad uno sconto under 30, entriamo nella Sagrada Familia e recuperiamo l’audioguida compresa con l’ingresso. Grazie all’audioguida la visita è davvero interessante, la basilica è stupenda e caratterizzata da vetrate coloratissime, per questo vi sconsiglio di andare a visitarla nel tardo pomeriggio, quando il sole inizia a calare, e vanno a perdere i giochi di luce che invece si creano grazie al filtrare dei raggi attraverso il vetro colorato.

2. PARC GUELL

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Parc Guell è un altro simbolo molto famoso che caratterizza la città di Barcellona ed un’altra tra le più note creazioni di Gaudì. L’entrata è gratuita verso l’orario del tramonto che cambia a seconda della stagione in cui vi trovate, ma il prezzo del biglietto è di soli 7 euro e secondo me ne vale la pena. Una volta conclusa la vostra visita potete salire e uscire dai cancelli che delimitano Parc Guell e “scalare” la collina che si trova proprio dietro al parco: la Muntanya Pelada. Si tratta di una breve salita ma non c’è un sentiero e può risultare un po’ faticosa, noi per esempio non siamo persone proprio atletiche e ci abbiamo lasciato un femore, per non parlare della velocità del vento una volta raggiunta la cima, ma vi assicuro che la vista ne vale assolutamente la pena.

3. TIBIDABO

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Una meta non comune quando si visita Barcellona ma che mi è piaciuta moltissimo è la montagna del Tibidabo. Questa ospita il templio espiatorio del Sacro Cuore, che si affaccia direttamente sul parco divertimenti più antico di Spagna (il terzo in Europa). La montagna del Tibidabo è il punto più alto di Barcellona e da qui potete godere di una vista spettacolare su tutta la città. Anche il parco divertimenti merita una visita, ovviamente se come me soffrite di vertigini, cercate di evitare il braccio meccanico panoramico: vi permetterà di scattare foto del templio da un’angolazione perfetta, tuttavia effettuerà una lenta e traballante salita e discesa ad un’altezza non umana per delle semplici giostre.

4.  ACROSS BARCELONA

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Il mio consiglio se state visitando la città ed è una bella giornata non troppo calda, è quello di farvi una lunga passeggiata partendo dalla fermata Passeig de Gràcia sulla Linea 3. Scendendo a questa “parada della metro” infatti, vi trovate in prossimità delle due case ad opera di Gaudì, La Pedrera e casa Battlò. Proseguendo poi in direzione del mare, potete passeggiare tra le vetrine dei negozi fino a raggiungere Plaza Catalunya. Attraversando la piazza vi ritroverete direttamente sulla rambla che potrete attraversare interamente, fermandovi per un rinfresco a base di frutta o frullati al Mercat de la Boquerìa, oppure addentrarvi sulla sinistra nel quartiere gotico dove si trova la Catedral de Barcelona. Insomma partendo da Passeig de Gracìa e continuando a camminare dritti potrete attraversare alcune delle maggiori attrazioni di Barcellona ed arrivare fino al porto.

5. PARC DE LA CIUTADELLA E ARC DE TRIOMF

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Per concludere questo breve tour per le vie di Barcellona, vi consiglio una visita al Parc de la Ciutadella ed al Arc de Triomf che si trova giusto accanto. Il parco è davvero molto carino, sempre pieno di giovani che si ritrovano per fare pic nic, chiacchierare o suonare. Al suo interno trovate un laghetto dove è possibile noleggiare una barchetta a remi, e se camminate fino al cuore del parco, raggiungete una splendida fontana circondata da artisti di strada, dove noi abbiamo scattato questa foto, litigando ovviamente con i vari bambini che si divertivano a scoppiare le bolle prima che noi potessimo scattare la foto.

I nostri consigli:

Barcellona è una città affacciata sul mare e per questo gode di un clima mite per tutto l’anno. Potete godervi la spiaggia da fine marzo alla metà di ottobre.

Punto molto importante, vi sconsigliamo di mangiare sulla rambla dove i ristoranti sono spesso di bassa qualità ma con prezzi molto elevati, il contrario invece per quanto riguarda gli hotel, che si possono trovare a prezzi abbastanza buoni anche in prossimità della Rambla.

Ottimizzate gli spostamenti tramite la metro.

Per una gustosa Paella noi vi consigliamo il ristorante Salamanca in zona Barceloneta.Se volete cenare a base di tapas e sangria vi consigliamo invece di andare nella zona Poble Sec dove con pochi euro potete fare una vera e propria cena.

buon viaggio e

welcome troubles

Ste e Francy