Le Isole Similan, il paradiso delle Andamane

Laggiù, al largo della costa Thailandese, immerse nel mare delle Andamane, si trovano 9 sorelle, 9 isole incantevoli dalla vegetazione lussureggiante e dal mare color turchese. Queste isole vengono chiamate Isole Similan e il loro nome significa letteralmente “NOVE”; dal 1982, insieme ad altre due isole aggiunte in seguito, compongono il parco nazionale Mu Ko Similan. Il parco in questione resta aperto circa sei mesi l’anno e da Aprile a Novembre, non è possibile visitare le isole.

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Isola n 9, Similan

COME ARRIVARE E DOVE DORMIRE:

Raggiungibili con quasi tre ore di speed-boat da Phuket, le Similan rimangono il fiore all’occhiello delle escursioni se vi trovate nel Sud della Thailandia. Le offerte delle agenzie turistiche a Patong dove alloggiavamo, sono davvero moltissime e propongono pacchetti differenti a seconda se si vuole intraprendere l’escursione di un giorno oppure se si vuole pernottare sulle isole per uno o più giorni. Noi abbiamo scelto di restare su queste splendide isole per due giorni, scegliendo di pernottare in barca ad un costo complessivo di 170 euro a persona. Le barche si fermano durante la notte in un’insenatura accanto ad una delle isole ( Ko Miang, la numero quattro), al riparo dalle onde e dalle oscillazioni del mare. In alcune agenzie viene offerta la possibilità di pernottare nei pochi bungalow costruiti su una delle isole ad un costo più elevato rispetto a quello del pernottamento in barca, oppure di dormire in una tenda, piantata a pochi metri dalla spiaggia. Tuttavia i posti per dormire nei bungalow o nelle tende sono limitati, e la richiesta è davvero alta, tanto che se si vuole soggiornare con queste modalità bisogna prenotare con settimane di anticipo.

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Bungalow, Isola n 4 Similan
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Tende, Isola n 4 Similan
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Cabina-letto, Isole Similan

PROGRAMMA DELL’ESCURSIONE

Non tutte nove le isole sono raggiungibili dai turisti. Infatti per prima cosa il parco nazionale vuole preservare la vita della vegetazione e degli animali che popolano le Similan, impedendo così di raggiungere spiagge dove le tartarughe depositano le uova, per citare un esempio. Le escursioni di norma conducono i turisti sull‘isola numero 9, dove c’è un famoso punto panoramico, il Sail Rock, in seguito, si fermano in punti in cui si trova la barriera corallina per consentire lo snorkeling, ed infine raggiungono l’isola numero quattro dove si può pranzare e godersi la spiaggia in attesa di ripartire verso Phuket nel primo pomeriggio. Purtroppo sia l’isola numero 9 che la numero 4 sono costantemente affollate di turisti che scelgono l’escursione giornaliera per visitare le Similan. Proprio per questo motivo vi consigliamo di restare almeno una notte in questo paradiso, per potervi godere al massimo la spiaggia, una volta che i turisti di massa se ne saranno andati, e per poter fare snorkeling nelle prime ore del mattino, quando le barche cariche di turisti non hanno ancora raggiunto le isole e centinaia di pesci coloratissimi popolano questo mare.

Durante la nostra escursione abbiamo dapprima seguito il programma di tutte le agenzie, raggiungendo per l’ora di pranzo l’isola numero 4. Qui ai turisti vengono indicate le due spiagge principali su cui rilassarsi, mentre a chi resta per la notte, viene segnalata una terza spiaggia, più difficile da raggiungere attraverso la vegetazione, ma completamente isolata, sulla quale ci siamo ritrovati solo noi ed un’altra coppia. Dopo che tutti i turisti hanno lasciato l’isola, siamo rimasti a lungo in spiaggia, per poi essere raggiunti dalla barca che ci avrebbe ospitato per la notte. La barca era composta da sei stanze, comoda e davvero particolare, la cena era a buffet ed è stata di nostro gradimento, ma la cosa che ci ha colpito di più ed emozionato è stata vedere il cielo tingersi di rosso, ed il sole calare lentamente verso il mare mentre cenavamo.

 

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Sail Rock, Isola n 9, Similan

 

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Isola n 4, Similan

PRESERVARE LA BELLEZZA DELLA NATURA

Purtroppo come in ogni paradiso terrestre, la natura non resta indifferente di fronte  alle azioni dell’uomo, al turismo di massa e all’inciviltà. Questo ha portato al diffondersi di alcune voci che sostengono che una volta conclusa l’apertura del parco nazionale Mu Ko Similan ad Aprile, questo non riaprirà il prossimo anno, perché la barriera corallina e la fauna sono state notevolmente compromesse. Noi ci teniamo a ricordare a tutti che interagire con gli animali, fare snorkeling ed esplorare la barriera corallina è si un’esperienza fantastica, ma come in ogni cosa, è necessario prima di tutto rispettare ciò che ci troviamo di fronte. La natura è vita, non distruggiamola.

 

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Isola n 4, Similan

Buon viaggio e

Welcome Troubles

Ste & Francy

 

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Chiang Rai: la perla del Nord

Quando si pensa al Nord della Thailandia spesso si pensa alla città di Chiang Mai, sorvolando sulla più piccola e vicina Chiang Rai. Per il nostro tour della Thailandia abbiamo scelto di utilizzare proprio Chiang Rai come punto di appoggio per visitare il Nord dello stato e non ci siamo assolutamente pentiti della scelta.

Totalmente diversa dalla caotica Bangkok, Chiang Rai è una piccola cittadina caratterizzata da un vivace mercato notturno. Le persone sono molto cordiali e disponibili ed il clima è più fresco rispetto al centro della Thailandia o dalle isole. Insomma iniziando il nostro viaggio in una grande città come Bangkok, Chiang Rai ci ha dato l’impressione di trovarci su un altro pianeta. Nel nostro programma avevamo dedicato alla cittadina solamente due giorni, per questo motivo ci siamo rivolti ad un taxi che ci ha accompagnato durante tutta una giornata, alla scoperta delle meraviglie che circondano la città.

Come prima tappa del nostro giro abbiamo scelto il famoso Tempio Bianco (Wat Ron Khun), uno dei simboli di Chiang Rai. Si tratta di un’opera totalmente diversa da qualsiasi tempio avessimo visto prima. Questo infatti è stato creato solo nel 1997 e l’artista che l’ha ideato aveva come scopo quello di creare il Tempio più bello del mondo, qualcosa che attirasse i turisti per la sua bellezza e maestosità un po’ come il Taj Mahal in India, e per farlo lo ha costruito utilizzando gesso bianchissimo e numerosissimi specchietti, creando giochi di luce che lo fanno risplendere nel cielo della Thailandia. L’opera inoltre è davvero controversa: costituita da un misto di sacro e profano, è per metà buddista e per metà induista. La visita inizia dall’ingresso nel Tempio attraverso un ponte, sotto al quale si trovano centinaia di mani che si sporgono chiedendo aiuto. Questo ponte conduce dall’Inferno verso l’interno, dove si può raggiungere il Samsara, insieme a moltissime immagini del mondo moderno che conferiscono all’edificio un’aria eccentrica: da Osama Bin Laden a Sailor Moon, da Michael Jackson ad Hello Kitty.

 

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Tempio Bianco, Chiang Rai, Thailand

Una volta lasciato il Tempio Bianco alle nostre spalle, ci siamo diretti ad un’altra costruzione moderna che è stata aperta solo recentemente: il Tempio Blu (Wat Rong Sear Tean). Sicuramente è meno conosciuto rispetto ad altre attrazioni della zona ma merita comunque una sosta. Come il Tempio Bianco anche il Tempio Blu può lasciare un po’ l’amaro in bocca per la mancanza del senso di antichità, ma sono opere talmente particolari e suggestive che in genere non deludono.

 

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Tempio Blu, Chiang Rai, Thailand

 

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Tempio Blu, Thailand

 

Una volta terminata la visita ci siamo diretti ad un villaggio della tribù Karen dei colli lunghi. La leggenda narra che un tempo la tribù fu quasi sterminata da un attacco improvviso di tigri, che uccisero moltissime persone azzannandole al collo. Il capo tribù decise allora di imporre ad ogni donna di indossare degli anelli intorno al collo, per proteggerle da ogni eventuale attacco. Ad oggi le donne della tribù continuano ad indossare questi anelli iniziando da quando sono bambine. Purtroppo in questi anni il villaggio è diventato per lo più un centro turistico, e la tribù vive grazie al commercio dei propri prodotti e dall’attrazione che esercitano sui turisti.

 

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Tribù Karen, Thailand

 

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Tribù Karen, Thailand

La tappa seguente è stata la visita ad una piantagione di the che si trova nella zona. Qui abbiamo non solo potuto ammirare il suggestivo paesaggio della piantagione, ma anche assaggiato diversi tipi di the prodotti localmente.

 

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Choui Fong Tea Plantation

Dopo pranzo ci siamo rivolti verso un noto punto turistico del Nord della Thailandia, il cosiddetto Triangolo d’Oro. Si tratta di una zona in cui il fiume Mekong si divide toccando tre stati: la Thailandia, il Laos ed il Myanmar, un tempo interessate dalla coltivazione e dal commercio di oppio che veniva pagato in lingotti d’oro e che aveva reso la zona particolarmente ricca, tanto da valergli il soprannome di Gold Triangle. Con il passare del tempo la zona è stata ripulita ed ora si occupa della coltivazione di caffè, thè e frutta. Potete raggiungere il punto panoramico dal quale è possibile vedere tutti e tre gli stati, visitare il museo dell’oppio e anche prendere una long boat con la quale percorrere un tratto di fiume sul confine con gli altri stati, e persino avere un permesso di scendere in Laos, mostrando il passaporto, dove si trova un mercato locale. Basta attraversare un fiume per ritrovarsi in un altro stato e percepire subito l’estrema povertà che affligge questa popolazione. A poca distanza invece, tornando sulla sponda thailandese, è possibile raggiungere il ponte noto come “Ponte dell’amicizia”, che collega la Thailandia con il Myanmar.

Purtroppo non abbiamo avuto molto tempo a disposizione che ci consentisse di visitare la cittadina vera e propria di Chiang Rai, ma non ci siamo comunque fatti mancare una visita al Mercato notturno. Si tratta di un mercato davvero ricco e vivace dove potete contrattare l’acquisto di souvenir a prezzi davvero bassissimi. Inoltre potete trovare un piazzale con numerose bancherelle dello Street food, tavoli e sedie e musica dal vivo.

Consigli

La temperatura è sempre tropicale come nel resto della Thailandia, il mese più freddo è Gennaio dove comunque la media è di 19 gradi, mentre il mese più caldo è Maggio. Da Maggio ad Ottobre si registrano le precipitazioni più intense.

Il modo migliore per raggiungere la città se provenite da Bangkok è quello di utilizzare una compagnia low cost che in poco più di un’ora vi condurrà all’aeroporto che si trova a pochi chilometri da Chiang Rai. L’alternativa altrettanto economica è quella di usare l’autobus sia diurno che notturno che collega la capitale alla città, ma la durata è di circa 10 ore.

Chiang Rai è ricca di hotel e piccoli resort, noi abbiamo alloggiato a Laluna Hotel and resort, piccolo ed immerso nel verde, davvero carino.

Inoltre soggiornando in questa zona abbiamo potuto organizzare una visita ad un campo per elefanti. Abbiamo scelto di evitare i trekking a dorso di elefante proposti da numerosi tour, in quanto sono dannosi per la salute e la schiena degli animali.

Buon viaggio e,

Welcome Trouble

Ste & Francy